sabato 30 gennaio 2021
LA SINAGOGA DEL CUORE
martedì 26 gennaio 2021
IL MAQUILLAGE DELL' INFORMAZIONE
domenica 24 gennaio 2021
PASSA LA FIGURA DI QUESTO MONDO - LA NUOVA UMANITA'
venerdì 22 gennaio 2021
IL PRIMATO DI CRISTO
I.
In primis, quindi, era l' atto sacrificale il fulcro che contraddistingueva la natura delle relazione con Dio, come gesto volto ad ottenere condizioni favorevoli, di vitale importanza, un migliore raccolto, o le stagioni favorevoli.
In seguito, l'intervento nel dialogo tra terra e cielo si è declinato nei modi e nelle forme di devozione dai contenuti diversi e attraverso un "mediatore" che avesse il potere di catalizzare e rendere efficace e direi più solenne l' invocazione.
II.
La fisionomia delle varie religioni oggi è quindi il risultato di questo lento processo che ha visto pian piano abbandonare il culto rivolto a più divinità, per approdare ad un panorama caratterizzato dalla presenza nel mondo delle tre principali religioni monoteiste.
In una società sempre più globalizzata la questione dell'incontro tra le religioni e le culture è diventata perciò uno dei temi più urgenti, ponendo in
evidenza l'importanza di una loro compatibilità per il mantenimento della pace, tanto da farle assumere una ragione politica.
In quest' ottica sono le religioni stesse che dovrebbero chiedersi se siano in pace l'una con l'altra.
III.
La fede cristiana è per sua natura particolarmente interessata a questa problematica tanto da avanzare ( Pietro At 4,12) la pretesa di conoscere ed annunciare l'unico vero Dio, unico Salvatore di tutti gli uomini.
È ancora sostenibile questa pretesa di assolutezza per poter garantire un giusto percorso per la pace ?
Benedetto XVI ha detto che sarebbe opportuno, per comprendere veramente la fede e la religione, poterle vedere nel loro stretto rapporto con la verità.
Nel dibattito molto acceso svoltosi negli ultimi decenni spicca la disputa del rapporto tra il Cristianesimo e le religioni non cristiane.
Uno dei punti messi sotto la lente da alcuni teologi è stato quello della pretesa di salvezza del "non cristiano" che potrebbe apparire agli occhi di questi come presuntuosa.
La grazia di Cristo interverrebbe solo in un secondo momento, anche per loro, a seguito di un ravvedimento interiore. Il non "non cristiano" sarebbe considerato in definitiva un cristiano non ancora giunto alla meta.
Io penso che non si possa pretendere questa visione di inclusività, ma che bisogna allargare la questione da cui muovere, per favorire un dialogo veramente costruttivo con le altre religioni.
Capire che la riflessione debba estendersi oltre l' aspetto soteriologico, per arrivare a quello fenomenologico, che possa mostrarci le differenze e le peculiarità dei diversi credo. Questo, secondo me, è un passo importante lungo il percorso.
Un passo
utile e necessario per inquadrare bene il Cristianesimo nella storia delle religioni e il riconoscimento del suo primato.
IV.
Personalmente sono convinto della centralità del Cristianesimo nel processo di trasformazione e sviluppo della Nuova Umanità, cosiddetta "Nascente" , avviatosi già da tempo sul globo, in concomitanza con il processo di globalizzazione e quindi di omologazione che sta accentuandosi in modo così compulsivo.
Come sono arrivato a questo convincimento ? Credo che dipenda in parte dal proprio vissuto, dalle esperienze, e in parte dalle proprie radici cultutali.
Sicuramente il Cristianesimo, rispetto alle altre religioni, oltre ad avere l' intuizione comune di fondo della necessità di una liberazione interiore si caratterizza per la pretesa di entrare nella Storia e trasformarla.
Quello che notiamo è lo stretto legame, della sua presenza, della sua, direi, concomitanza con la nascita in Occidente dei diritti civili, i principi di fraternità e di uguaglianza dimostrando in tal modo che questi principi erano già iscritti in un tessuto, in un linguaggio che poi ha avuto nel tempo diverse interpretazioni.
Cristo con il suo Avvento, ha portato un messaggio nuovo la cui comprensione e la cui portata è ancora in corso, perché trattasi di un processo di assimilazione che dipende dal nostro modo di trasfigurare la nostra umanità attraverso una RI-generazione delle relazioni che dovranno avere una natura sempre meno ego-centrata.
Un dinamismo sempre in corso che si alimenta dei propri fondamenti culturali, ma che ha bisogno quindi anche di questo sguardo profetico, di questa intuizione, capace di creare, iscritta nella carne del vivere corrente.
domenica 17 gennaio 2021
CHE COSA CERCATE
giovedì 14 gennaio 2021
COMPASSIONE
Nelle nostre realtà più "civilizzate"(nemmeno più di tanto dico io) capita invece di vedere o il distacco per paura di troppo coinvolgimento in situazioni di estremo bisogno, ovvero delle persone che portano con sé una "diversità" per malattia, o un atteggiamento misto a pietismo che crea comunque una distanza che rompe il "com" di compassione. Compassione vuol dire vivere e condividere uno stato di disagio, sentire il malessere di chi ti sta accanto, nel tentativo di alleggerirgliene il peso. Il germe di un sentimento così elevato va ricercato nel quotidiano vivere insieme e nella consapevolezza dell' importanza di farlo crescere attraverso il dono gioioso di sé stessi.
Gesù davanti all' amico Lazzaro si commuove.......
AVVERTENZE PER UNA RIPARTENZA
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I.
Detto questo, entrando nel merito di ciò che scuote le coscienze oggi, direi che innanzitutto una proposta seria di cambiamento dovrà essere già da tempo meditata e studiata, per poi essere esposta in modo pacato e non con i toni e battibecchi ai quali siamo abituati oggi ad ascoltare.
Bisogna aver compreso e radicato dentro di noi che un rinnovamento della figura umana (antropologico), ma anche politico, debba passare necessariamente per una cambiamento interiore. Cambiamento psicologico, e quindi di atteggiamento, non più arroccato su posizioni ideologiche consuete e senza una visione sui programmi prioritari, ma aperto a soluzioni condivise che salvaguardano in primis il lavoratore, le famiglie meno abbienti, la persone più deboli.
II.
Solo una trasformazione dell'uomo vecchio potrà far ripartire la cultura, l'arte in un contesto di un pensiero creativo, e quindi tutte le categorie sociali, le università, la sanità e la politica. La creatività infatti non è mai arbitraria. La modernità si è illusa che l'uomo potesse creare dal nulla a proprio piacimento. L'uomo al contrario può creare soltanto in una grande fedeltà di ascolto come l'atto poetico ci insegna. Credo che attualmente non esista una classe che possa essere in grado di prendere le redini del paese per dare la direzione prospettata. Esistono e proliferano però tanti movimenti, piccoli "gruppi pensanti" non condizionati, che stanno uscendo dall'ombra raccogliendo i consensi di tante persone, un humus fertile nel terreno fin troppo sfruttato di una "proposta" che non da più raccolto. Qui, sul fondo di questo terreno, sono in corso i preparativi per la nascita dell' Uomo Nuovo.
mercoledì 13 gennaio 2021
EARTH-PHONIA =HEART-PHONIA
A dicembre è uscito Earthphonia, un disco di Max Casacci, ai più noto come il chitarrista dei Subsonica, accompagnato da un libro scritto con il geologo Mario Tozzi. L'album è stato realizzato senza strumenti ma solo con suoni presi direttamente dalla natura. Casacci li ha selezionati, campionati e riassemblati per creare una specie di cantico del pianeta Terra. Uno dei brani più emozionanti dell’album è Oceanbreath (Sounds from the sea).
Questo pezzo è figlio del lockdown: lo ha realizzato a casa sua con le cuffie in testa, mentre osservava le finestre degli altri appartamenti intorno al suo. Le registrazioni vengono dai diversi mari del mondo e gli sono state fornite da un’onlus chiamata Worldrise, che si occupa della tutela degli oceani. "Ci ho messo due giorni ad ascoltare tutto il materiale che mi avevano dato, è stato come trovarsi in un parco giochi sonoro”, racconta Casacci. “La cosa più bella è stata campionare il coro di pesci della barriera corallina australiana, che cantano verso il tramonto come gli uccelli, e i suoni dei cetacei. È affascinante l’idea, ma è affascinante anche il suono prodotto dai pesci. Sembra uscito fuori da un disco di musica elettronica. Ho voluto rappresentare la maestosità dell’oceano e ho ribaltato la prospettiva dell’ascolto, girando al contrario il suono delle onde, per creare un racconto che viene dal fondo del mare. Il finale del pezzo è volutamente un po’ cupo, perché con la musica volevo mandare una specie di avvertimento sul tema dell’innalzamento delle acque dei mari e non a caso proprio in quel punto ho inserito il rumore della rottura dei ghiacciai”, aggiunge il musicista.
Penso che la giusta reazione per un cambiamento dovrà essere lo STUPORE. Perché se smetteremo di stupirci nella nostra vita perderemo il suo vero senso. La preoccupazione e la paura rischiano di fermare questo cammino necessario e direi urgente, questa svolta.
I suoni, le voci della Terra sono un esperimento di produzione musicale senza strumenti. Una ricerca che passa dall'ascolto di ogni componente della creazione: Pietre, Radici, Aria, Oceano, Acqua, Api, Vulcani, e Terre Alte. Che diventano così brani musicali. In questo modo la Voce della Terra diventa la voce del Cuore. Grazie Arianna Casaburi (mia figlia) per il bel regalo. Un modo davvero nuovo per fare proprie le tematiche legate alla sostenibilità ambientale.
https://youtu.be/0n1v2z6mCTQ
LA PAROLA CHE VIBRA
Esiste un livello, un luogo di comprensione più sottile della Parola che restituisce a chi lo raggiunge un senso di pienezza, una risonanza interiore dove il verbo si fa corpo e diventa davvero carne. Questo luogo è un spazio libero nel quale la coscienza è un Altro, uno Spirito che delinea i segni inconfondibili di una Nuova Umanità.
Quando lo raggiungiamo entriamo in un percorso iniziatico che ci inoltra verso la nostra "integrazione" in un lento processo a spirale, dove ogni volta, in contatto con le nostre distorsioni, sembriamo trovarci nello stesso punto, ma in realtà scendiamo ad un livello sempre più profondo, lì, in un angolo nascosto, in cui queste dis-armonie si generano.
Da quel luogo può partire spontanea una preghiera che si apre con l'invocazione di un Nome. Quel Nome, spesso uscito dalle nostre labbra dentro una formula reiterata, ora ha un altro colore, un altro suono. È una parola che vibra. Al suo "dire" siamo già in Lui e Lui è già in noi. Ora che chiamiamo non ci sono più separazioni. Tutto torna alla primordiale comunione in uno Spirito Universale, in un Principio Eterno e ne sentiamo l' abbraccio.
lunedì 11 gennaio 2021
IL MONDO CAMBIA NEL PENSIERO DI CHI LO PENSA
Solo pochissimi santi e mistici, pensatori o poeti illuminati intuiscono a tratti la funzione procreativa del pensiero dell'uomo. Dopo una lunghissima maturazione, è solo intorno al 1500 che la creatività umana inizia a diventare il centro propulsivo della storia dando vita alla nuova coscienza moderna. Ma si può dire che sia da appena un centinaio di anni, dagli albori del XX secolo, che inizi a baluginare, perfino nella ricerca scientifica più avanzata, l' idea che il mondo cambi con il mutare del nostro pensarlo, che cioè il pensiero umano sia una funzione centrale e creativa del processo continuo di manifestazione dell'essere : Ovvero che l'universo stia ora cambiando in questo pensiero in cui è giunto a comprendersi.
Gesù aveva detto : 《Voi siete la luce del mondo》 (Mt 5-14). Quindi noi non siamo affatto una cosa dentro il mondo, ma piuttosto la "coscienza creatrice del mondo", il luogo in cui tutte le cose appaiono e continuano a rivelare e a perfezionare la loro essenza. Tramite lo sviluppo di questa consapevolezza, proprio adesso, la creazione sta mutando rotta, proprio adesso la rivelazione che Cristo compie dell' Io umano come Co-creatore dell' universo sembra illuminare a giorno tutti i progressi degli ultimi secoli e rilanciare su tutta la terra un periodo di eccezionale creatività, chiamandoli però tutti a una presa di coscienza inaudita, a una radicale conversione della mente, e ad assumerci niente di meno che la responsabilità della salute e della salvezza del mondo intero.
Marco Guzzi - Fede e Rivoluzione- Ed Paoline
sabato 9 gennaio 2021
IL TUONO E LA COLOMBA
La potenza del verbo, nel quale ci sembra di udire anche il rumore della parola squarciare, trova immediato contrasto nell' immagine delicata della colomba che, dopo aver volteggiato, si posa su Gesù.
Da sempre notiamo nelle scritture queste modalità nelle quali Dio si avvicina a noi, si fa nostro presente. Lo fa in modo autoritario come quando scaccia i mercanti dal tempio, ma poi lo ritroviamo in situazioni dove sa accoglierti ed accarezzarti in un gesto di tenerezza. Tenerezza e indignazione, sono in Lui manifestazioni della passione di Dio per l’uomo.
Perché l' amore di un Padre è così forte e autoritario per necessità con i suoi figli, ma anche tenero e delicato, consolatore nei momenti importanti. Con il tuono ed il lampo lo spirito irrompe quando ha bisogno di una manifestazione urgente. Allora ti "fulmina" e ti getta giù dal cavallo della tua quotidianità, nel tuo reiterato atteggiamento, dal consumato vivere nelle tue debolezze. Oppure ti plasma attraverso un messaggio più sottile, o grazie ad un incontro particolare, o a una parola che ti risuona dentro e delicatamente come un battito d'ali ti eleva da terra.
E LÌ RI-NASCI.
Accogliendo nel grembo del tuo fiume interiore, la luce che si fa strada e rompe il velo delle tue incertezze, delle tue immobilità, accettando di abdicare al tuo orgoglio, alla tue sicurezze e deponendo lo scettro della tua regalità terrena fatta di misero potere, il Cielo e la terra si uniscono e diventano un unico luogo.
venerdì 8 gennaio 2021
SIAMO ALBERI
I.
Questo potrebbe essere il discorso di un uomo risvegliato. Ci sono elementi della nostra vita, nel caso specifico le piante, che fanno parte di un quotidiano sbiadito a causa dell'abitudine e al fare distratto che noi uomini ancora ci ostiniamo ad adottare, mentre meriterebbero uno sguardo ed un' attenzione differenti ed anche tutto il nostro stupore. Lo stesso ritmo lento proprio della natura vegetale, e più similare al tempo geologico che alle nostre ciclicità biologiche, ci narra la nostra difficoltà, a decifrare quel regno, abituati come siamo ai moti frenetici.
II.
Per poter leggere e comprendere i comportamenti di questo mondo dovremo in tutta umiltà anche noi rallentare i nostri tempi per accostarci con rispetto ed umiltà ad una pianta, o a un fiore che sta sbocciando. Potremo sorprenderci nel conoscere che le radici di una pianta emettono dei suoni per potersi orientare ed evitare ostacoli durante il loro percorso di crescita. Oppure captare frequenze sonore. Capire insomma che i vegetali hanno una capacità cognitiva e che questa si genera proprio sottoterra a livello delle radici.
III.
Da esperimenti fatti si è potuto dimostrare infatti che la percezione dell'ostacolo da parte delle radici avviene molto prima di raggiungerlo e non in prossimità e radente ad esso. Un' altra proprietà delle radici è quella di percepire i suoni e quindi le frequenze dirigendosi verso quelle più "attraenti". Sappiamo che la frequenza di 200 hertz è un marker che indica un picco per la presenza di acqua che si muove. Nello stesso modo la parte aerea delle piante è in grado di percepire i suoni emessi da tanti insetti e di attivare le proprie difese prima ancora che uno di essi attacchi. Queste considerazioni dovrebbero portarci ad avere più rispetto per le piante e per il mondo vegetale un genere. Cosa che invece non abbiamo ancora compreso continuando nell'opera di deforestazione indiscriminata, con i tagli e con l' inquinamento dei terreni. Le piante come esseri co-evoluti con l' umano su questa terra sembrano essere più convincenti, nell'ottenere collaborazione, con gli animali che con noi uomini. Pensiamo al caso più evidente dell'impollinazione operata dalle api. Un vero scambio di favori.
IV.
Dovremo avere oltre al pollice verde anche una rinnovata coscienza che comprenda come nella creazione tutto risulti interconnesso e che un atteggiamento mal rivolto ad una pianta può scatenare una serie di reazioni su tutto il resto degli esseri viventi.
martedì 5 gennaio 2021
MANIFEST-AZIONE PER-DONARE
I.
Oggi il tempo accelera e "decade" in un mirabile incontro. Dall' Oriente persone insospettate, che mai hanno avuto a che fare con la fede, sentono nel loro cuore qualcosa che li spinge oltre, attirati da una sorgente di Luce e Verità. Ed ecco l'incontro tra due regalità, una più appariscente ed esotica, e l'Altra :
Un pargoletto nato in un' umile stalla che ci apre interiormente alla "consapevolezza del cuore", per far vibrare le corde del nostro essere.
II.
Esprimere il desiderio che è in noi è l' atteggiamento più consono per poter vivere pienamente la vita.
Manifestare i doni che abbiamo però non ci viene naturale.
Non sempre lo facciamo in quanto ci sentiamo condizionati dall'altro che è disposto più alla critica, all'indifferenza che alla considerazione e alla comprensione.
Quando sbagliamo non ci viene chiesto il perché del nostro comportamento ma veniamo criticati con il risultato di creare un "distacco" una separazione.
Riconoscere il dono è quindi una condizione indispensabile per poterlo di seguito manifestare.
L'unicità di ogni essere, la propria intrinseca originalità, richiedono in ogni relazione un attenzione particolare, una vocazione all'ascolto che aiuta a riconoscere il valore dell'essere umano in quanto individuo detentore di questo dono da manifestare.
Essere sé stessi ed amare sono perciò due condizioni indispensabili.
Intanto riconoscere che la consapevolezza è sempre cresciuta nel tempo, ma non sempre ha potuto esprimere la propria essenza che è quella di sentirsi amati per il valore che abbiamo e quindi essere capaci a nostra volta di amare.
III.
Se guardiamo alla nostra storia, una mancata possibilità di espressione è sfociata spesso in atteggiamenti distorti e in manifestazioni di violenza.
Oggi ci vuole attenzione per poter recuperare queste storture perpetrate nel tempo dall'uomo a danno anche della natura.
Siamo nel momento della scelta per decidere dove andare grazie ad una recuperata coscienza e agli strumenti evoluti che abbiamo per farlo.
Dobbiamo mettere in atto questa scelta ed operare una
MANIFEST-AZIONE.
Questa sarà la nostra Epifania
Questo sarà il nostro DONARE.
BUONA EPIFANIA del cuore.
sabato 2 gennaio 2021
SAN BASILIO MAGNO - PIONIERE DELLA MEDITAZIONE
È quello che afferma e ricorda anche Marco Guzzi in uno dei suoi incontri sul tema " Teoria e pratica della meditazione". Leggete cosa scriveva San Basilio appena nel 3°secolo :
《Bisogna cercare di tenere la mente nella quiete. Non è possibile scrivere sulla cera se prima non si sono spianati i caratteri che vi si trovavano impressi: allo stesso modo, non è possibile offrire all'anima gli insegnamenti divini, se prima non si tolgono via le idee preconcette derivanti dai costumi acquisiti. A questo scopo, ci è di grandissimo vantaggio il luogo solitario, poiché esso assopisce le nostre passioni e dà alla ragione lo spazio necessario per reciderle completamente dall'anima. Come infatti le belve possono essere facilmente vinte se vengono ammansite, così anche le brame, le collere, i timori, le tristezze, questi mali velenosi dell'anima, una volta che siano stati assopiti dalla quiete e non siano più esasperati dalla continua provocazione, vengono facilmente vinti dalla forza della ragione. Sia dunque tale luogo – com’è appunto il nostro - così libero dal commercio con gli uomini che la continuità dell’ascesi non venga interrotta da alcuno di quelli di fuori.》
(Dalle Lettere di san Basilio Magno. Epistola II, Basilius Gregorio. PG 32, 224. 225-229.)
IL NOME DI GESÙ
Oltre a questo valore, in secondo luogo, il nome possiede anche un contenuto dinamico in quanto rappresenta e in qualche modo racchiude in sé una forza che designa l’intima natura di un essere, rivelando una presenza attiva di quell’essere.
I.
Platone diceva che “Chiunque sa il nome, sa anche le cose”; conoscerlo vuol dire conoscere la ‘cosa’ in se stessa.
Il nome sembra “occupare” così uno spazio, che ha la “proprietà” della cosa e la spiega. Indica in primo luogo, l’”essenza” di una persona, le sue prerogative, le qualità e i difetti; pronunciandolo si è come in presenza di colui che si nomina, si dà ad esso una precisa dimensione.
Ebbene tutte queste considerazioni trovano un'amplificazione di significato quando riflettiamo sul nome per eccellenza : il Nome di Gesù e quindi ci fa riflettere sulla portata cruciale della sua pronuncia nelle invocazioni, nella preghiera e nella contemplazione.
II.
"Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi – nei cieli, sulla terra e sotto terra".
Afferma Paolo ( 1 Fil 2, 6-11)
Il nome di “Gesù” viene dall’angelo Gabriele, che lo trasmette alla Vergine Maria:
Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio: gli darai il nome di Gesù.
Lc 1, 31
Tra tutti i nomi che Dio avrebbe potuto scegliere, Egli scelse intenzionalmente quello là.
“Gesù” vuol dire in ebraico: «Dio salva».
Con l'Annunciazione a Maria viene ad esprimersi così sia l'identità che la missione di Gesù.
Troviamo un collegamento al nome di Giosuè, ma secondo alcune fonti antiche, il nome greco sarebbe legato al verbo ιἆσθαι [iasthai], che significa “guarire”. Non fa dunque sorpresa che certi Padri greci antichi abbiano associato il nome di Gesù a questa medesima radice per sottolinearne appunto la sua missione.
Una Presenza nella persona del suo Figlio fatto uomo per la redenzione universale e definitiva dei peccati.
Il suo nome è divino e porta la Salvezza a tutti perché può essere invocato da tutti, perché Egli si è unito a tutti gli uomini mediante l’Incarnazione, di modo tale che non ci sia sotto al cielo altro nome dato agli uomini mediante il quale possiamo essere salvati.
III.
"Sia sempre benedetto il Nome del Signore".
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è pari al Signore nostro Dio
che siede nell’alto
e si china a guardare
nei cieli e sulla terra?
(Salmo 112)
Grande fondamento della fede pertanto è il Nome di Gesù, per il quale siamo fatti figli di Dio. La fede della religione cattolica consiste nella conoscenza e nella luce di Gesù Cristo; che è illuminazione dell’uomo, porta della vita, fondamento della salute eterna.
E questa Luce che invochiamo nella preghiera pronunciando il suo Santo Nome. Con la sola pronuncia avviene la sua Presenza. Il suo Nome è Una Coscienza Incondizionata,
un Raggio Planetario.
Ogni volta che ci rivolgiamo a Lui pronunciando il suo Nome dovremo essere coscienti che lo Spirito esprimerà la sua vivace Presenza e la sua forza di guarigione.
Jesu Nam Kevalam
(Solo il tuo nome conta, Gesù)
venerdì 1 gennaio 2021
2021 UNA FINESTRA SUL MONDO
Tratto da "Tristano muore" di Antonio Tabucchi.
Ecco io penso invece che lo sviluppo globale planetario dimostrando, soprattutto in questo clima di pandemia come tutte le strutture, tutte le categorie siano così interconnesse tra di loro azzerando anche le distanze territoriali, sta ponendo l'uomo in condizioni di poter fare delle riflessioni e delle valutazioni importanti per il suo futuro.
La finestra dovrà avere un'ampia apertura per consentire questo sguardo più ampio sul mondo.
La preoccupazione è alle stelle per le definizioni riguardo al vaccino contro il Covid 2019 e per le risoluzioni prese e da prendere riguardo alla crisi economica scatenatasi di conseguenza. Tutto ciò
sotto l’egida di un’ Europa sempre più generosa, compatta e misericordiosa
che non vede l’ora di regalarci un po’ di soldi
per poi tenerci nuovamente sotto ricatto.
L' anno che ci ha lasciato, il 2020 è stato l’anno dei terremoti.
Terremoti politici, sociali e sanitari, un anno che ha lasciato dentro di noi immagini tristi di ospedali in sovraffollamento e di teatri e circoli culturali vuoti e senza luci.
Entriamo ora in una anno dove tutte le cose, necessariamente, verranno in superficie.
Responsabilità e Rivoluzione antropologica
saranno i due moti che si ripresenteranno all’attenzione di tutti,
come un progetto non più rimandabile.
Il clima e già quello di un’antinomia sociale,
che porterà all’esaltazione delle contraddizioni e - per questo motivo -
all’insorgenza di una contrapposizione lucida ed evidente.
Un clima ottimo per chi ama la scelta!
Denuncia e annuncio dovranno essere le due facce della stessa medaglia,
guai a rinunciare a una sola delle due.
Siamo chiamati tutti a
contribuire alla costruzione di una Weltanschauung politica e culturale.
Il 2021 è l’anno di passaggio all’era nuova, al tempo delle aspettative,
a quello spazio aereo dove nonostante le frammentazioni tumultuose
degli accadimenti storici - direbbe il saggio Heidegger -
tutte le cose vengono all’Essere.
Dovremo vivere questo tempo da protagonisti affacciati a quella finestra ampia sul mondo per avere una visione veritiera della realtà.
LEGGERE: UNA PRATICA CHE FA CRESCERE
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