I.
Nessun stratega, guerriero o pensatore filosofo, quanto poi appartenente ad un' altra origine o classe sociale come Giona, figura emblematica, giudeo, profeta minore nel panorama biblico, potrebbe osare tanto se non grazie alla "spinta" alla chiamata di Dio.
Una chiamata che avviene a più riprese se occorre, perché il cammino della salvezza passa anche attraverso le incertezze ed i dubbi dell' uomo incarnato, l' annuncio si snoda attraverso le inerzie e le pigrizie dell' umana esistenza, per arrivare poi ad essere accolto in modo inaspettato, non come vuole Giona, (portando la distruzione del popolo peccatore), ma entro i contorni del disegno divino, con la salvezza di tutti.
II.
Così nessun rivoluzionario in erba senza un'autentico progetto che abbia fondamenta salde su teorie sperimentate potrebbe mai sperare in una trasformazione ed a un cambiamento del mondo.
Nessun uomo che non trovi nella creatività del pensiero la fonte e l'origine della forza, il coraggio delle libere scelte, l' ardire di uscire dagli schemi imposti, la perseveranza nel combattere le ingiustizie, sarebbe in grado di sostenere un compito così arduo.
Ci vuole una grande fiducia ed anche sana pazzia.
III.
La missione di Giona, quella di convertire una città, Ninive, ma soprattutto convincere il re a mutare radicalmente la propria condotta dissoluta e dedita al peccato, può apparire un'utopia.
Eppure accade ed avviene con un esito inaspettato.
Così la "missione" di traghettare questa umanità morente sulle rive di una nuova Terra diventa un'opera che già si sta compiendo.
Il nostro occhio profetico già vede la luce che spri-Giona da quell'imbrunire propizio.
Le nostre orecchie già odono le melodie di festa scaturire da quei rintocchi lugubri.
E anche qui è una spinta vigorosa, è un Spirito che RI-nasce e che corrobora le nostre scelte.
È la libertà del cuore che rilancia la proposta e trasforma il pensiero in realtà.
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