venerdì 29 settembre 2023

DAL SOGNO ALLA TELA

Stasera sono andato a vedere la mostra dell'artista Lucia Giochi alla sala d'arte Il Il Quadrivio , un luogo a me molto caro per la grande amicizia che mi lega alla titolare dello spazio artistico, Patrizia Zuccherini. Una persona con un cuore grande.

Subito, un tripudio di colori dentro forme quasi sempre uguali - lingue di fuoco- mi ha catturato e avvolto, come dentro un FUOCO per catapultarmi dentro un PARADISO.

Cartoline FUOCOPARADISO, questo infatti è il titolo della mostra che si è inaugurata il 26 settembre e si protrarrà fino al giorno 8 di Ottobre.

Una tecnica molto particolare quella adottata dall'artista. 


Il quadro spesso non è solo acrilico su tela, ma si avvale della complicità dei numerosi giochi di luce catturata dagli inserti di foglie d'oro che vanno talora a punteggiare e talaltra a ricoprire l'intera superfice a vista dell'opera.

Allora dalla tela possono uscire fuori draghi in carne ed ossa oppure dalle volute della combustione un fumo bianco fa apparire pappagalli dal candido piumaggio e dal becco rosso fuoco.

Ho respirato davvero un'atmosfera magica. Una sottile energia ho sentito vibrare nell'ampio salone...

Saranno stati senz'altro i Mastri Tessitori e le Matriarche che con i loro fili d'argento tenevano unite le piume sospinte in volo dalla leggera brezza di una sera di fine estate.

E poi i Giochi di Luci-a....della meravigliosa sala d'arte 😉

Pagina Fb:

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Complimenti Lucia per la tua opera originalissima.

Pagina Instagram dell'artista 👇🏼👇🏼

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mercoledì 27 settembre 2023

NORD E SUD IN DIALOGO

Bisogna prendere atto che aldilà di tutte le spinte verso l'unificazione dei saperi alla quale hanno contribuito non poco il progresso tecnologico e la globalizzazione, esiste nella realtà sempre una differenziazione tra Nord e Sud del mondo. 

Per fare solo un esempio-considerando una categoria molto interessante come la medicina, possiamo constatare come questa, nei paesi del Nord del mondo, dei Paesi cosiddetti sviluppati, sia necessariamente da secoli e sempre più, avviata ad occuparsi in termini tecnicisti e riduzionisti della persona, separandone gli organi, concentrandosi sulla specializzazione sempre maggiore nella cura di tali organi, ottenendo peraltro grandi risultati da questo punto di vista.

Sarebbe puerile per non dire stupido, voler rinunciare o disconoscere tali risultati che sono anzi da accogliere con grande apprezzamento.

Questo paradigma strettamente collegato alla progressione tecnologica, permea naturalmente tutta la cultura del mondo industrializzato e capitalistico, anche rispetto ai temi della salute non solo dell’uomo ma degli ecosistemi, della politica, dell’economia, della scuola.

Il sud del mondo, d'altro canto, è portatore di un paradigma altro da quello riduzionista: animista, centrato sull’ordine implicato tra tutte gli esseri e l’ambiente, invece che sull’ordine esplicito del materialismo.

E in questa contrapposizione, si fa sentire sempre più la necessità di un dialogo. 

Non un dialogo naif, sull’onda di entusiasmi new age, ma un serio interrogarsi, ricercare, e infine agire attraverso la riunificazione dei saperi, il rigore metodologico nella visione sistemica del mondo e dei suoi esseri, nelle loro relazioni, nel loro essere sistemi complessi.

Stanno nascendo infatti nuove figure professionali trasversali, accanto al medico tradizionale e quindi scuole atte a preparare queste nuove conoscenze.


Professionisti capaci di agevolare il processo di riunificazione e di convergenza delle varie discipline scientifiche ma anche umanistiche.


Rinasce così la Paideia, l’educazione, non solo alla conoscenza, ma alla coscienza, nell’unità dei saperi, per la promozione della salute globale, individuale e collettiva.

#pasqualinocasaburi

domenica 17 settembre 2023

FONDAZIONE TOSCANA GABRIELE MONASTERIO

LA RICERCA CHE CURA

Un Centro di alta specializzazione per la cura del cuore.

Voglio esplicitamente ringraziare la FTGM Fondazione Toscana Gabriele Monasterio

https://www.monasterio.it/

 https://www.facebook.com/fondazionemonasterio

e la relativa struttura ospedaliera- OPA -Ospedale Pediatrico Amiatino Pasquinucci di Massa che mi ha ospitato in occasione dell'intervento cardiaco avuto il 30 Agosto scorso.

Rivolgere un apprezzamento a tutti gli operatori con cui sono venuto a contatto. 

A partire dalla segreteria amministrativa che mi ha tenuto informato riguardo alla mia posizione in lista di attesa, nella persona della gentile Samira Volpi.

Poi al team OSS e a quello infermieristico che mi ha assistito fin dal momento della preparazione, nel giorno antecedente l'operazione, e successivamente nei giorni di degenza in reparto. Tra questi mi preme rivolgere un particolare ringraziamento a Michele Antola , una persona molto vicina, attenta, scrupolosa umana. Eleonora Ferdani. Francesco Tongiani. Ma in generale a tutti i ragazzi operatori giovani, preparati e competenti, umanamente tolleranti e vicini al paziente.

Ho scoperto l'esistenza della cosiddetta "Stanza del sole", un ambiente dove il familiare può stare comodo ed attendere comunicazione del fine intervento.

Da quest'anno il parente ancora più vicino al familiare dando la possibilità di fare una breve sortita nella stanza intensiva per un rapido saluto al "risveglio".

Un elogio al gruppo dei fisioterapisti tra cui voglio ricordare Cristina Aloisi, Paola Quadrelli e Paola Secchiani, molto affabili e gentili.

Un grazie al Direttore Generale della FTGM

Dr. Marco Torre  (nella foto sotto a sin.)


Tra i medici voglio fare un plauso in primis al Dr. Michele Murzi, (nella foto in basso a dx)il chirurgo che mi ha operato membro dell'equipe del professor Marco Solinas.


Dr. Umberto Paradossi  Primario del Reparto. E in seguito il

Dr. Francesco Poli (coronografia)

Dr. Augusto Esposito  Cardiologo

Dr. Rosa Giusti cardiologa 

Dr. Nardelli Arrigo Anatomia patologica

Dr. Fabio Pierannunzi Anestesista     rianimazione.

Anche un giovane tecnico ingegnere pioniere di una nuova tecnologia al quale auguro la sua futura realizzazione : Emanuele Gasparotti facente parte del team di Biocardiolab Ftgm.

Ah dimenticavo colui con il quale ho condiviso la mitica stanza n. 11

Il valoroso Antonio de Stefani,  un guerriero ultraottantenne  di una vivacità sorprendente, capace di riempire le giornate  con la sua voglia di vivere.

Per me è stata davvero un'esperienza indimenticabile. 

Per FTGM un'occasione ulteriore per esprimere e dimostrare le proprie competenze. Un plus-valore nella pratica clinica capace di coniugare anni di esperienza, i risultati di una ricerca sempre in cammino con la vocazione e l'umanità di operatori e medici coraggiosi delle sfide da affrontare e quindi sempre al top.

FTGM recentemente ha ottenuto un prestigioso accreditamento. La certificazione di

Joint Commission International 


l’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro che, da oltre 25 anni è un motore globale del miglioramento della qualità e della sicurezza dei pazienti nell’assistenza sanitaria. Vedi link:

https://www.monasterio.it/fondazione-monasterio-ottiene-laccreditamento-joint-commission-international/?fbclid=IwAR12mE449SvuRwWTLeeCFVaCAU1-lqfFJtq1odTgCKv2Dm03YO60I4WITtw

Ciò è motivo di profondo orgoglio e riconoscimento della storia di cura, rigore scientifico e umanità delle donne e degli uomini di Fondazione Toscana Gabriele Monasterio -  E’ la conferma del valore del binomio indissolubile tra Cura e Ricerca che è pietra angolare di Fondazione Monasterio, frutto dell’insegnamento del fondatore, professor Luigi Donato

Per la ricerca un grazie anche a Biocardiolab Ftgm.


Grazie ❤ Grazie ❤ Grazie

lunedì 4 settembre 2023

DIMOSTRARE

Non abbiamo bisogno di dimostrare niente

Solo accogliere coscientemente il nostro stato di esseri bisognosi ed abbandonarsi al flusso che ci accompagnerà verso l'unica strada, quella possibile per noi, quella della sequela.Le tante nostre piccole storie incarnate si adageranno sul fondo di questo letto, per seguirne la corrente che porterà alla Sorgente.

Nessuna presunzione

Noi non conosciamo niente. 

Giammai potremmo conoscere quel misterioso impulso che ogni giorno ci stimola alla vita.

Una vita che ci appare ogni volta più vulnerabile, ma che inspiegabilmente ci ri-dona l'energia per la ripresa.

Guarderemo sempre di più al senso degli eventi, al loro significato simbolico, che non alla brutalità del fatto materiale in sé.

All'essenza che traduce gli alfabeti dello spirito che è fonte di tutto, irrorando la materia di una fulgida luce di verità.

Tornare dal corpuscolo, all'infinitesimale, e giù dentro fin dove sgorga l'energia propria dell'atto amorevole della creazione.

Rinnegare se stesso è tornare a questo stile di vita abbandonando sicuramente il superfluo, l'inutile, questo stillicidio accattivante della post- modernità.

Ma anche e soprattutto  fare un "lavoro" certosino su di sé per non conformarsi a questo mondo.

Allora la nostra croce rifulgerà di una luce capace di farci strada nel buio delle difficoltà quotidiane.

sabato 22 luglio 2023

2IDENTITÀ-PROGETTARE LA MUSICA

Grande e gradito spettacolo ieri sera al Tempio, il bar ristorante nella piazza del Duomo di Orbetello.

Il rinomato locale, famoso ritrovo per le serate di musica dal vivo.

In una di queste occasioni ieri si è  svolto il "live concert" del duo 2identità, composto dagli inseparabili Emanuele Monaci e Claudio Colacicco. La band, ha regalato ai presenti, grazie ad una potente energia interpretativa dei brani e ad un ritmo irresistibile, momenti di vera euforia tali da non poter fare stare fermi, chi sulle sedie chi in piedi, i presenti riuniti per l'occasione.
In programma il loro ultimo progetto. Una scaletta di cover di brani pop famosi degli anni '90 arricchita da alcune composizioni autoprodotte che stanno facendo il giro delle piattaforme.
Il Duo si è avvalso della partecipazione di alcuni strumentisti di talento- Enrico Mega (basso) Nico Brugno (batteria)- che sono soliti unirsi al gruppo. Una collaborazione collaudata, la loro, che ieri è stata capace di dare amalgama e completezza alle esecuzioni grazie anche alla colorita voce della cantante, Chantal Mersi che ha fatto da contrappunto con stile alle esecuzioni vocali di Emanuele, ma che ha dimostrato eleganza nei brani eseguti con le proprie "corde". La giovane interprete, appena ventenne, ha dato prova di abilità grazie ad un gradevole e particolare vibrato e al fraseggio colorato della voce capace di spaziare dai toni più bassi e scuri a quelli più accesi e brillanti.

Anche gli altri volti sono tutti conosciuti in maremma.

Ma vediamo chi sono i componenti di questo progetto.
Emanuele Monaci (vocalist)
Claudio Colacicco (chitarra elettrica, autore compositore)
Enrico Mega (basso)
Nico Brugno (batteria)
Enrico è un bassista preparato ed eclettico. Quando è sul palco avviene da parte sua una profonda concentrazione nel ritmo e nella sonorità. Non esiste l'esibizione in sé come prova da sottoporre agli ascoltatori, ma una vera e propria "immersione". Allora le sue frasi diventano un fine ricamo che va ad incontrare la battuta attraverso una precisa successione di note.


Nico Brugno (batteria- nella foto in basso)
Nico è un fine cesellatore del ritmo. Tecnicamente preparato e professionalmente affermato, tanto da essere molto richiesto come turnista.
Umanamente è una figura importante-ieri lo ha dimostrato- per lo spirito di aggregazione l'empatia e la spinta emozionale che emana dalla sua virve.
Emanuele Monaci è il leader del gruppo. Un trascinatore ritmico. Quando entra nel sua scia riesce a trasmetterne tutta la sua energia attraverso una sapiente scansione del testo. Che sia in codice rap o cantato la sua e sempre una "pronuncia" carica di pathos.

Claudio Colacicco, il chitarrista, è un fine esecutore, dal tocco essenziale, pulito, sempre alla ricerca di nuove suggestioni attraverso gli effetti di un suono mai scontato e spunti improvvisativi di grande risultato. È la colonna portante. Una delle due identità che pienamente si accorda con l'altra di Emanuele.

Senza dubbio due poli che si attraggono. Un duo in uno che sicuramente farà strada.

mercoledì 19 luglio 2023

FARFALLE

Il mese passato mi è capitata una cosa curiosa. 

Eravamo al mare, allo stabilimento dove andiamo oramai da diversi anni. In piedi, accanto all'ombrellone di terza fila, il solito, parlavo coi miei del più e del meno, quando improvvisamente, mi si avvicina una farfalla con quel suo classico volo a zig-zag. Allungo la mano per toccarla e lei si allontana di poco. Dico dentro di me: ora va via per la sua strada!  Invece, dopo aver compiuto una virata piu ampia, eccola di nuovo, vicina, tanto da toccarmi più volte con le ali e poi riprendere il suo solito barcollante volo, sempre ad una distanza minima. Mi girava intorno come se cercasse un contatto. Apro le braccia in segno di accoglienza e rimango immobile come un'antenna e lei ancora avvicinandosi mi tocca.

La farfalla prosegue in questo rituale comunicativo fatto di tocchi e distacchi, sempre rimanendo intorno al mio corpo, ad un raggio di poche decine di centimetri di distanza come se avvertisse qualcosa. Un volo, mai lineare, sembrava scandagliare lo spazio circostante.

E stata una strana sensazione.

Ho sentito in modo nitido crearsi un "legame", come una forza di attrazione verso di me. 

Appena la mattina dello stesso giorno ero stato in un parco naturale (Parco Archeologico di Roselle) per un evento musicale che si svolgeva sotto una grande quercia multisecolare. Un ambiente bellissimo immerso nel silenzio. Si avvertiva solo il sommesso sussurrío della vegetazione e sullo sfondo il brusío degli insetti. Numerose farfalle dalle ali variopinte solcavano a bassa quota un cielo terso di una giornata calda. 

Un luogo magico, molto evocativo quello dei Ruderi Etruschi.

Ebbene, al mare, ricordavamo di una persona che non c'è piú. Un medico in pensione che occupava un posto in prima fila fronte mare a cui nella scorsa estate un improvviso malore cardiaco aveva stroncato la vita e lasciati tutti sconcertati.

Mentre parlavamo di Luigi, del suo sguardo sapiente, dei suoi modi autorevoli ma rassicuranti, della sua affabilità e del vuoto che aveva lasciato in tutti noi, volgevamo lo sguardo verso quella direzione, come a voler rievocare la sua presenza, ma vedevamo materializzarsi lo stesso vuoto in quella postazione libera. Il rispetto per la sua memoria aveva indotto i titolari dello stabilimento balneare a lasciare in-abitate quelle sedie sdraio storicamente e da sempre assegnate a lui e alla sua famiglia.  

L'ombrellone aperto e la sua ombra ancora lì come un altare a fermare lo spazio, e a stringere il tempo dentro il volo di una farfalla.

giovedì 13 luglio 2023

CHIUDERE IL CICLO DELLA GUERRA

Quando le antiche parole non risultano nuove vuol dire che non stiamo nello 'spirito'. Perché lo spirito fa nuove tutte le cose, sempre.

Questo è un tema di tutte le tradizioni spirituali, non solo del Cristianesimo. 

È capacità di contemporaneità poetica intesa come incarnazione della parola, "adesso".

Questa dimensione di ascolto è necessaria per una comprensione delle vicende che hanno costruito parte della Storia.

Dovremmo farci alcune domande utili, che ci possano consentire di riflettere per rivedere e per cambiare alcuni atteggiamenti che ci portiamo dietro in quanto assunti nel tempo come ovvi.

Vorrà, potrà, saprà questo stato, l'Italia, il popolo italiano  rilanciare la propria missione per assumerla come  rivelazione storica attuale.

Il popolo italiano ha una missione di universalità diceva Dostoevskij. Lo stesso termine cattolico dal greco αϑολικός «universale», der. di καϑ’ὅλου fa riferimento ad un tutto  secondo il tutto, racchiudendo questo concetto che parla di qualcosa che stiamo vivendo tutti.

Il popolo italiano vorrà recuperare questa sua vocazione rilanciandola?

Nel 1834 Mazzini rifletteva sul problema dell'unificazione italiana quando era molto forte il concetto di "primato". La Francia aveva un'autocoscienza di questo primato. Mazzini diceva, però, che per la costituenda Italia non era questione di primato, ma piuttosto della sua capacità  di un'iniziativa per una nuova umanità, che fosse iniziatrice. Come possiamo rilevare da un testo di Federico Chabod-la Storia dell'idea di Europa-occorre  salvaguardare l'individualità italiana e l'universalità dei popoli. 

Il nazionalismo conseguente di alcuni stati è stata la conseguenza di un divergere da questa idea di universalità dei popoli. 

Dice il testo di Chabod- riprendendo la citazione letteralmente da Giuseppe Mazzini  <Dell'iniziativa rivoluzionaria in Europa>

"Occorre ritemprare la nazionalità, ma metterla in armonia con l'umanità. In altri termini redimere i popoli con la coscienza di una missione speciale affidata a ciascuno di essi e il cui compimento, necessario allo sviluppo dell'umanità, deve costituire la loro individualità, la missione specifica ad acquistare un diritto di cittadinanza nella giovane Europa che stiamo costruendo.

La nostra capacità sara quella di  riconoscere nei 'semi antichi" alcuni errori compiendo coscientemente un percorso di purificazione della memoria per andare oltre. E questo vale per tutti i popoli.

La Repubblica italiana in buona parte non ha fatto che recuperare e rilanciare in modi diversi la mentalità egoico-bellica che derivava dalla filosofia risorgimentale ripresa poi nel fascismo.

Citando in un suo saggio il grande storico Banti faremo un'osservazione  per smascherare alcune ovvietà che potrebbero ingannare.

"Del risorgimento-tutta la retorica, la narrazione su cui si fonda la costituzione dello stato italiano- la nazione viene descritta come una comunità i cui membri devono essere  estusiasticamente disposti al sacrificio della propria vita. Il richiamo alla necessità del sacrificio (una costante di tutti i popoli non battezzati) è un'operazione che consente di presentare il discorso nazionale come un discorso politico para- religioso. Cioè, questa retorica nazionale (dell'Europa) prende i concetti fondamentali del messianesimo e del messianismo cristiano e ne fa contenuto della politica nazionale.

I militanti morti per la causa diventano subito dei martiri. Cioè in senso proprio dei soggetti che hanno testimoniato (martire) con la morte la propria fede politica. In tal modo le guerre nazionali si trasformano in guerre sante".

Leggendo la retorica di tutte le guerre, anche coloniali, notiamo che questa prende pari pari l'apparato linguistico, il vocabolario della speranza messianica. Termini come sacrificio, salvezza, bagno di sangue. La prima guerra mondiale fu l' immersione nel sangue dei martiri dal quale nasce la nuova Italia.

"L'azione di propaganda diventa così apostolato e la rinascita della Nazione Ri-sorgimento, Risurrezione.

Occorre uscire fuori da queste figurazioni e prospettare una "conversione" degli attegiamenti consolidati in una cultura radicata nel tempo per giungere davvero alla chiusura del ciclo storico della guerra.

Marco Guzzi - [Sacrofano Giugno 2023]

FRANCESCANITÀ

La notizia del ridimensionamento della fraternità francescana locale è stata uno scossone per i grossetani. Non solo per chi le vive accanto...