Non solo per chi le vive accanto, nello svolgimento delle funzioni pastorali, ma anche per molti laici, quelli più distanti, lontani dalla realtà comunitaria.
La prima sensazione è stata quella di smarrimento. Poi il timore di poter perdere un qualcosa di valore, una fibra forte che ha costituito da sempre la trama di un tessuto di relazioni umane autentiche come poche rimaste in questo mondo in declino.
Per questo da subito è partito il 'dissenso', dapprima silenzioso e poi chiassoso.
Mi è dispiaciuto molto, però, sin dalle prime voci, constatare come dalla 'sponda' più distante, fosse partita un' onda critica, quella più becera della democratica protesta, alimentata dai social, fino ad infrangersi sugli scogli di un'ottusa presa di posizione.
Una critica scaduta nel giudizio da parte di persone che hanno attinto all'inesauribile fonte della chiacchiera invece di rifarsi agli organi competenti dell'informazione.
Ecco perché l'incontro svoltosi nella parrocchia di San Francesco è stato utile oltre che necessario.
Fortemente voluto per chiarire e motivare l'importante cambiamento in corso, in parte già avvenuto. (Un frate è stato già trasferito alla comunità di Piombino). Insomma per dire come effettivamente stanno le cose. Cosa sta attraversando la Chiesa e quindi le comunità che ne fanno parte.
Questo è stato l'intento del Ministro Provinciale dei Frati minori che ha motivato e risposto alle domande e ai dubbi dei presenti, mostrando talora un certo imbarazzo.
Una presenza nutrita quella dei grossetani (c'erano tante persone in piedi): appartenenti alla stessa parrocchia, ma anche ad altre, laici rappresentanze delle associazioni e politiche come lo stesso sindaco di Grosseto.
Non vedo qui cosa c'entra la politica 🤔
Un compito difficile quello del 'Provinciale'.
Dover render conto di uno degli aspetti della crisi della Chiesa, quello delle vocazioni. Di dover mostrare il volto anche politico della Chiesa, per i ruoli ricoperti che richiedono responsabilità nelle scelte.
Ma lo Spirito Santo, nel suo dinamismo, si avvale anche delle azioni più feriali e amministrative per arrivare al compimento del Regno. Lo Spirito Santo si fa politica quando deve agire. La politica è dentro lo Spirito soprattutto quando lo spirito è dentro la politica.
Questo quasi nessuno si è fermato a pensarlo, lasciandosi piuttosto influenzare e coinvolgere dalle voci.
Quello che rimane certo, a mio avviso, è che la francescanità è uno status ineguagliabile.
Tutti noi abbiamo avuto esperienza di contatto con i frati e con la loro benevola, accogliente e gratuita opera educativa sia con i giovani che con gli adulti.
Io stesso quando sono stato ricoverato a Massa Carrara per un' importante operazione al cuore, ho avuto il piacere di avere la visita quotidiana di un frate minore. La sola presenza mi ha dato conforto e sostegno aiutandomi a superare quei momenti difficili.
Anche qui a Grosseto al Misericordia avviene questo accompagnamento spirituale del malato. La veste bruna con la corda bianca cinta in vita che entra nelle corsie e si avvicina al proprio letto di degenza è sempre un momento di serenità.
Perché il frate ha un particolare tocco nello svolgere le sue attività, pastorali e non, proprio perché ha connaturata la semplicità dei gesti.
La povertà della sua azione quotidiana è ricca di umanità se la confrontiamo con quella di alcuni sacerdoti spesso spocchiosi che hanno perso l'entusiasmo. Ma il frate a differenza del sacerdote non può comunicare (dare la Comunione) se non dopo aver fatto un percorso dedicato.
Quello che non si comprende è perché una realtà che sembra essere fiorente debba supportare un'altra che zoppica (Piombino), e non si possa attingere alle risorse dall'intera Toscana. Una delle domande più dirette, rivolte al 'ministro' è stata proprio questa.
Ed è stata quella che ha fatto ammettere, nella risposta data, il ruolo di supporto diremo, che a Grosseto è stato chiesto di avere.
Anche questo aspetto, la sussidiarietà, credo rientri in quelle regole, che caratterizzano lo spirito del francescanesimo.
Essere comunità comporta aiuto vicendevole in caso di bisogno e mostrare l'unitarietà pur nella necessaria divisione territoriale.
Una domanda sorge spontanea:
Ma se fossimo stati noi ad avere bisogno ?

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