lunedì 18 luglio 2022

LA TRANSIZIONE: MOMENTO CRUCIALE PER CAMBIARE

Siamo alle soglie di grandi possibili cambiamenti, come ad un crocevia, che chiede a tutti di prendere una direzione.Di fare una scelta, in coscienza. Attivare i nostri sensi, ed ancor di più, l'intuizione per intravedere la possibilità di porre la parola fine ad uno dei periodi più bui della nostra storia.

La nascita di tante piccole aggregazioni in movimenti di protesta, associazioni e comitati sul territorio nazionale a cui stiamo assistendo, è la prova lampante che esiste un dissenso esplicito, un fermento, un'anima comune, che anela ad un deciso cambiamento, desideroso di cercare, per trovare una sua espressione istituzionale, una rappresentanza nelle giuste sedi che possa nel tempo scardinare le logiche di potere di chi si è succeduto fin'ora al governo.

Ogni progetto comunitario parte sempre da una reazione volitiva, da uno slancio creativo primordiale in forza del quale può diventare in seguito una significativa realtà che possa finalmente mettere radici nei contesti decisionali delle nostre istituzioni da molto tempo manovrate da un sistema, che nell'illusorie promesse di sviluppo di improbabili Piani Nazionali, nascondono replicazioni di omologhe figure deputate a governare, le cui scelte sono sempre soggiacenti alle solite distruttive logiche di controllo, di limitazione dei diritti costituzionali, delle libertà in genere.

Tanti sono quelli non vedono l'ora che qualcosa cambi, e arrivi un vento fresco di novità.

Dell'attuale panorama di soggetti in cerca di rappresentanza politica fanno parte diversi gruppi e movimenti antisistema tra i quali spicca il movimento Rivoluzione Allegra di Giulio Milani.
Tutti questi contesti associativi,  riunitisi in un convegno il 2 Giugno scorso a Marina di Massa con una prospettiva di far nascere una possibile costituente, si mostrano come realtà capaci di esprimere analoghe caratteristiche intrinseche, vale a dire
prospettiva anti-sistemica; autonomia territoriale; spirito federativo; aspirazione insieme anti-liberista e anti-tecnocratica; tensione umanista e spirituale; ribellione verso la propaganda, la censura, la domesticazione transumanista dei costumi e il pensiero unico del regime di mercato Nato/Oms/Fmi/Ue.

Da qui, fino ad arrivare alla creazione di una lista elettorale, il passo sembra naturale.

"L' auspicata costruzione di una lista elettorale unitaria, in questo senso, non dovrà rappresentare un fine estemporaneo, ma un mezzo per veicolare con forza e durata crescente la novità politica di cui intendiamo farci promotori."
"Dobbiamo abbandonare l’idea, sbagliata, che il nostro blocco sociale sia un partito politico o una coalizione di partiti e soggetti politici"- riferisce dal suo blog Giulio Milani, responsabile del Movimento Rivoluzione Allegra.


E ancora
"Noi non siamo una coalizione, noi siamo un intero, nuovo arco costituzionale che può unirsi, in questa fase del conflitto, con il mandato di riparametrare gli ambiti di esercizio del potere."

La prospettiva costituente è stata da molti salutata come un balsamo e in particolare dal CLN di Ugo Mattei, che sostiene le stesse tesi di Rivoluzione Allegra espresse nel convegno di Marina di Massa del 2 giugno:
"occorre pensare l’area del dissenso come un fronte anti-sistemico simile al Comitato di Liberazione Nazionale nella lotta di Resistenza al nazi-fascismo ossia una compagine variegata dal punto di vista politico, dottrinale, sociale, ma unita dagli obiettivi comuni."
Qui di seguito il link per vedere il programma.

https://www.comitatoliberazionenazionale.it/

Come si può notare il programma è ambizioso per obiettivi, ma sono forti le motivazioni e tenaci i promotori.

lunedì 11 luglio 2022

RIBELLARSI AL NONSENSO

Se fosse un brano musicale questo romanzo potrebbe essere una cover eseguita mirabilmente, in perfetto stile, dove l'autore, Michele Fortis, medico di Bergamo, attraverso parallelismi nemmeno tanto larvati, riproduce nel dipanarsi della storia, la situazione che abbiamo vissuto tutti noi negli esordi dell'insorgenza della crisi pandemica. E lo fa stando bene attento a non far emergere la sua posizione a riguardo. 

Posizione che possiamo intuire solo da un'attenta lettura del testo dove possiamo cogliere, come sfumature, accanto alla sua preparazione e conoscenza tecnica, anche le sue aperture, e direi ferme convinzioni di una capacità profonda di resilienza insita nell'uomo, fino a mostrarne una soffusa fede verso il trascendente. 

Che sia un medico e per giunta di Bergamo a scrivere, la dice lunga. La spinta ? La forte necessità di mettere su carta le impressioni, le circostanze vissute in prima persona durante quel periodo buio, che hanno messo a dura prova i principi di libertà.

La lente di osservazione qui si sposta ad analizzare un tranquillo paese maremmano dove regna la tradizione, la fratellanza e lo spiccato senso della comunità. 

In questo piccolo borgo accade, in un particolare e contingente momento di emergenza, di veder nascere un collettivo di idee comuni.

Il borgo di Fortepietra è la prova che anche le piccole comunità possono diventare nucleo compatto capace di avere propria autonomia decisionale, disubbidendo alle prescrizioni governative quando insensate.

Ma mai i suoi abitanti avrebbero pensato di poter far nascere un simile movimento rivoluzionario.

I "ribelli" sono persone semplici che si ritrovano spesso in un pub del paese per programmare la propria azione di dissenso verso le forme di coercizione imposte dal governo per fronteggiare un'epidemia causata da un acaro che colpisce la pelle.

Il principale dispositivo indicato dalle autorità è l'uso dell'olio di palma per tenere igienizzato il corpo.

Questa sembra però produrre effetti indesiderati devastanti fino a far sorgere il dubbio al gruppo dei dissenzienti. Una di loro grazie alla collaborazione di un biologo svizzero riesce a "decifrare" la composizione chimica dell'olio facendone emergere la sua pericolosità per la salute quando a contatto con alcuni pollini presenti nell'aria.

Fin qui nella trama niente di nuovo. E il ritratto dei temi comuni di tanti altri romanzi distopici.

Quello che da risalto al romanzo è invece  il "cast".

la presenza di numerosi personaggi, gli abitanti del borgo e delle frazioni circostanti, tutti descritti  minuziosamente e coloriti da un simpaticissimo vocabolario dialettale e da imprecazioni ed espressioni in gergo toscano che ti catapultano immediatamente in quell'atmosfera particolarissima fatta di sapori genuini e pacche sulle spalle.

L'autore è abilissimo ad integrare passi di contenuto scientifico con un una narrazione degli eventi sobria e scorrevole. 

Alcuni passi sono descritti tanto bene da avere un effetto immaginativo che ti porta ad avvertire il calore, i suoni e perfino i profumi di quella terra.

Il paese dei ribelli è un romanzo scritto bene, con la coscienza di un medico, con la mente libera da pregiudizi, ma soprattutto col cuore di chi sa riconoscere le radici profonde della propria identità e per questo è sempre pronto a combattere chi le mette a rischio.

lunedì 27 giugno 2022

NEL DOLORE SIAMO SALVI

Sono state le cose che non vedevo, con gli occhi, quelle che mi hanno accompagnato verso la conoscenza e quindi, direi, illuminato sulla vita.

Le cose che non avevo davanti.

Le altre, sfrontatamente pronte ad essere toccate, maneggiate, oggetti o situazioni varie, un seguito ad una più profonda riflessione, esistevano solo in quanto proiezioni di desideri irrealizzati.

L'intuizione è stata quella scintilla che ha maturato una decisione poi rivelatasi giusta. 

Un immagine unica o un condensato di immagini figlie di più intuizioni, fulminee convinzioni che come spots si affacciavano nel pensiero, avrebbero occupato e rubato presto la scena al teatro atomico, quello dove la particella si mostrava con la sua esclusiva caratteristica fenomenica.

Avvertivo da tempo che esisteva un'altra sensibilità dove i termini misurabili dalle geometrie cadevano dentro un vortice che ne dissolveva la veridicità.

Quel meccanismo doveva, per conto suo, avere un senso, ma presto avrei scoperto che lo aveva solo inquadrandolo dentro una visione più ampia.

Questa "apertura' sarebbe stata capace di smontare la pretesa del paradigma tecno chimico di essere l'unica chiave di lettura di quanto ci accade intorno, per dotarci di una sensibilità superiore capace di farci avvertire le dimensioni più sottili del nostro vivere e quindi la possibilità di scoprirne il senso non nella loro materialità, ma solo attraverso quello che simbolicamente gli oggetti rappresentavano.

Lo stesso termine- simbolo- contiene in sé, nella sua radice etimologica, ciò che ci unisce al resto del mondo sfatando la pretesa di considerare il "sensibile" come separato, come un "dettato" formulabile nella sequenza soggetto-azione-oggetto.

Ben presto avrei scoperto che la dimensione del dolore era l'unica in grado di annullare la linearità temporale restituendomi il vero senso del tempo per considerare solo il presente come temporalità esistente.

Ho fatto caso che realizzavo di essere vivo solo dentro un accadimento doloroso estremo, ma anche quando venivo assorbito da vicende fortemente intrise della necessità di una scelta forte e decisa.

La vita era questa: incarnare adesso la scelta, la decisione che in una sequenza evolutiva giustificava la creatività del nostro essere attori ma anche pro creatori sospinti da una coscienza (lo spirito) altra. 


Quando ci accade qualcosa di doloroso siamo tendenzialmente portati a giudicare l'accaduto come una dis-grazia, se non addirittura una sfortuna piombataci improvvisamente addosso e quindi pronti a deprimerci, se ci riguarda o compatire se riguarda gli altri con un atteggiamento di falso buonismo che in realtà potrebbe essere solo  una reazione, una proiezione di una loro paura. Se questa modalità di com-patire (patire insieme) ci dà fastidio può voler dire che noi siamo già dentro una dinamica di accoglienza del dolore.

Siamo in-formati dall'esperienza delle peculiarità sacre e salvifiche della sua espressione e camminiamo dentro il solco di un insegnamento magistrale che il Cristianesimo, con l'esperienza della croce, ha enunciato attraverso un fatto storico, ma che tutte le volte nella nostra personalissima storia di dolore incarniamo nel presente.


giovedì 2 giugno 2022

COOPERARE- GERME DELLA NUOVA UMANITÀ

Cooperazione

Quante sfaccettature ha questa  parola. Credo che il termine racchiuda una miriade di modalità nelle quali può esprimersi la solidarietà, in genere rivolta ai paesi più poveri della terra. 

Quando pensiamo alla sua portata scopriamo che esistono davvero tante possibilità per una sua azione totale, a dispetto delle distanze geografiche, rendendo possibile abbracciare il mondo nella sua interezza e poter considerare davvero il creato come un'unico organismo.

Credo che uno degli aspetti positivi della globalizzazione sia proprio questo. 

Poter annullare le distanze

attraverso un intervento volto a colmare le necessità di aree sottosviluppate in quanto prive delle minime risorse di sostentamento. 

Ci sono paesi, nel continente africano, come in America latina che sono all'ultimo posto, nell'ordine della crescita, perché privi di risorse economiche e quindi fortemente messi alla prova nello sviluppo a partire degli ambiti sociali di primaria importanza come quello dell'istruzione.

Lì, in quei luoghi, in quei territori dimenticati, la cooperazione può diventare utile e trasformarsi in un giusto e concreto aiuto.

Può essere un'attività programmata da istituzioni governative attraverso proprie strutture, oppure azione di organismi, enti, associazioni di volontariato, e quindi di iniziativa privata.

Oppure può avvenire grazie ad una vera e propria "opera di adozione" condotta in quei luoghi dalle realtà diocesane di una Chiesa aperta ai bisogni

Talvolta nascono invece organizzazioni spontanee, come nel caso della Nasara Onlus, 👇👇

www.nasaraonlus.org

costituita nel da un gruppo di volontari e professionisti, tra i quali Enrico Sonno e il Dr. Massimo Rinaldi  che hanno saputo guardare lungo, e attivare nel tempo in Burkina Faso un'opera di sostegno economico sociale non indifferente. 

A cominciare dall'adozione dei bambini fin dalla tenera età per accompagnarli lungo il percorso di scolarizzazione.

In Burkina sono nate così le scuole che mancavano.

Grazie ad un programma didattico ideato per le neonate classi di alunni che è andato a sostenere la preparazione e la formazione dei bambini. 

In generale, grazie a questo sostegno discreto che è andato ad integrarsi con doveroso riapetto delle realtà organizzative presenti si è potuta raggiungere una discreta sostenibilità ed un interessante equilibrio sociale.

Cosa che spesso non avviene quando la struttura cooperante che interviene è un grande organismo.

Per Nasara Onlus è stato un banco di prova che ha confermato la validità di una forma di intervento caratterizzata dal dinamismo della formula, ma soprattutto dal rispetto degli ordini costituiti nelle funzioni attribuite e già presenti nel tessuto sociale del territorio.

Nasara Onlus è un fiore all'occhiello per la Toscana per il suo valido contributo alla cooperazione.

Sosteniamo la sua attività e il suo impegno anche con la devoluzione del 5 per mille in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Nasara per il Burkina
Codice fiscale 91015760530


domenica 15 maggio 2022

L'AURORA DELL'UOMO NUOVO

"Penso che ci troviamo in una fase aurorale del cammino dell'uomo. Siamo per ora come equidistanti, tra l'aria-respiro-ossigeno, il Respiro/Spirito del Nuovo Ordine (quello del Giorno) e l'affissia dell'Ordine oramai soffocante dell'ego. 

Credo che non dobbiamo sfuggire a questa tensione del passaggio e nemmeno squilibrarci verso l'una e l'altra parte. Ma compiere passi misurati di questa trans-figurazione, ricamarne l'arazzo mediandone i tempi." 

Queste parole tratte dall'ultimo saggio del poeta filosofo Marco Guzzi dal titolo-Non vedi che già sorge il nuovo giorno?- rendono perfettamente l'idea ed esprimono con precisione il senso del tempo che viviamo. 

La nostra collocazione in questo spazio ci può rendere capaci di preannunciare una svolta, quella tanto declamata, almeno da 2000 anni, oppure diventare  presupposto per essere risucchiati dall'irrudicibilità della vecchia figura umana tutta centrata su sé stessa. 

Cosi come la storia è un flusso che avanza anche il nostro percorso  diventerà un movimento continuo di ricerca di equilibrio fino a quando nutriti della Parola, ne sentiremo l'autentico sapore della Verità, come un agire dell'essenza divina in noi, nei nostri gesti quotididiani, nelle nostre relazioni trasfigurate ed incarnate nella la nostra vita di figli.

Figli di un unico Padre e quindi a sua immagine divini e quindi co-creatori. 

Comimceremo a guardare le cose con occhio diverso. Guarderemo alle persone senza giudizio. Ascolteremo parole con capacità di discernimento perché vaglieremo il fondamento valoriale di ogni intendimento. 

Se quella questione porterà beneficio agli altri o se invece trattasi di una "battaglia psrsonale".

Ma lo faremo sempre pacatamente lasciando che la zizzania possa crescere insieme all'erba buona, ed aspettare il tempo opportuno della raccolta.

Gesù aveva accanto a sé nell'ultima cena da una parte Giovanni e dall'altra Giuda. Era necessario che tutto avvenisse con questa dinamica di immersione nel mondo che vede l'umano suscettibile dell'attrattiva al male e del desiderio di aspirare al bene.

Tutto va visto in questa prospettiva di compiutezza di già accaduto.

Tutto è simbolo.

Dovremo acquisire pian piano la capacità di leggere il mondo nel simbolo, nell'essenza delle sue manifestazioni, guardare con l'occhio del cuore e abbandonare le apparenze della materialità spesso generatrici di pre-giudizi.


#pasqualinocasaburi

domenica 8 maggio 2022

PERCOSSI DALLA MUSICA CHE UNISCE

"La musica non è solo divertimento o intrattenimento". 

"Ma può diventare anche terapia"

È quello che ha ribadito ieri Davide Braglia , direttore del centro musicale didattico Rockland di Grosseto, in occasione dell'incontro di presentazione della rassegna "Parole & Musica senza confini" avvenuto a Rispescia nella sede dell' Ex Enaoli presso il neonato Bio-ristorante Luci nel Parco.

Una struttura recuperata e messa a disposizione per consentire l'avvio di un ampio progetto di sostenibilità tra i cui obbiettivIi c'è anche la musica come veicolo di cultura e di trasmissione della tradizione del territorio.

Sono previsti infatti laboratori tenuti da famosi professionisti locali che si avvalgono degli spazi messi a disposizione per coinvolgere studenti di tutte le età. 

Un esempio di coinvolgimento è avvenuto ieri 7 maggio con il primo incontro tenuto da Tommaso Niccolai  

https://www.facebook.com/tommaso.niccolai.drums/

Musicista, insegnante di percussioni.Un educatore, un facilitatore direi dei buoni rapporti, un trascinatore allo star bene.Un ragazzo che ha energia da vendere.

Tommaso Niccolai ha presentato per la prima volta a Rispescia il "Drum Circle". 

Un progetto di musica dal vivo a tu per tu con la percussione.

È stato come frequentare un laboratorio esperienziale. Un'esperienza davvero coinvolgente che ha incluso bambini e ragazzi di ogni età senza distinzione di conoscenza o meno della musica.

Erano presenti le rappresentanti mamme dell'Associazione Iron mamme autismo e Associazione nazionale ciechi

https://www.facebook.com/ironmamme/

E stato formidabile poter suonare con loro, con questi ragazzi, vedere nei loro occhi la soddisfazione di sentirsi appartenenti al progetto, sentire la loro energia esprimersi  liberamente ed unirsi a quella di tutti.

Averli accanto, vi giuro, è stata una benedizione.

Davvero la musica UNISCE ed è  SENZA CONFINI.

CREDERE NEL TRAGUARDO È REALIZZARLO

"Realizzare un progetto è avere sempre avanti il traguardo".

Questo ha dichiarato Don Enzo Capitani (nella foto) ieri all'apertura della stagione di "Luci nel Parco"il bio-ristorante dell'area Ex Enaoli che fa parte di un più ampio progetto di sostenibilità.
Il progetto è stato ideato da Fondazione Etica e supportato da Caritas, Regione Toscana e Confindustria. 
Partendo dalla rigenerazione di un immobile pubblico in disuso all’interno del Parco naturalistico della Maremma, avviando tre attività con finalità di promozione sociale e di sviluppo economico: una bio-osteria, una sala prove per fare musica, una scuola di innovazione.
"Il nostro obiettivo è quello di produrre un beneficio per l’intera comunità".-hanno dichiarato i promotori.
Tanto merito va agli ideatori e ai sostenitori che ci hanno visto davvero lungo, guardando e mettendo davanti a sé il traguardo, tanto da farlo diventare il fiore all'occhiello della sostenibilità preso come esempio da altre realtà (vedi quella dei quartieri spagnoli di Napoli).
Con il progetto Luci nel Parco
Si è puntato a creare occasioni di emancipazione e riscatto  attraverso l’inserimento lavorativo nel settore turistico e la promozione del territorio e del patrimonio di arte, di persone meno fortunate garantendo, nell'ambito della ristorazione il percorso a chilometro zero grazie alla collaborazione delle aziende locali.

Don Enzo Capitani ha dichiarato

"Rendere virtuoso un progetto sociale vuol dire cominciare a parlare di delocalizzazione della povertà.
La povertà non deve essere appannaggio delle figure istituzionalmente deputate ad occuparsene(Società della Salute, Coeso, assistenti sociali Caritas).
Questa strada, diciamo dagli anni 70,  ha portato a curarci del sociale con tante barriere, difendendo i ruoli cosituiti, dicendo che i "professionisti della povertà" sono loro che ci mettono o ci devono mettere le mani.
Non funziona proprio così!
La povertà è nella società, nella comunità ed è la comunità stessa a  doversene fare carico e quindi vedere lo sviluppo della persona come lo sviluppo del modello sociale e quindi della comunità.
Per cui esiste un progetto "con" e non un progetto per.
Dobbiamo mettere davanti a noi il traguardo che vuol dire camminare verso qualcosa da raggiungere anche se ci saranno delle fermate ed anche delle cadute durante il percorso"



https://www.lucinelparco.it/

GLOBALIZZAZIONE UGUALE A GLOBALISMO?

La globalizzazione ancora in atto, che, a ben vedere negli anni ha portato i suoi vantaggi, consentendo un certo benessere, sembra mostrare ...