lunedì 13 marzo 2023

L' ANIMA DEI LUOGHI- I LUOGHI DELL' ANIMA

Quali sono i luoghi dell'anima. Cosa s'intende con tale espressione ? 

Inizialmente, ad una prima riflessione, mi sento di poter affermare: 

Non sono posti  geograficamente definiti, aree urbane o spazi circoscritti dentro unità immobiliari. 

Semmai, li considero luoghi interiori, angoli di geometrie non euclidee, orizzonti fuori da un'appartenenza, dove poter realizzare ed avvertire la propria naturale vocazione alla bellezza.

La bellezza della natura espressa in una visione, come fonte di stupore e di rinnovata meraviglia.

Ma anche la bellezza dell'arte genericamente considerata, qualora il gesto artistico fosse capace di far germogliare in noi un'emozione per farla subito dopo sbocciare in un sentimento.

Quando dell'arte riconosciamo questi suoi tratti sublimi, avvertendo dentro quel sussulto, come una vibrazione armonica coerente, può accadere di avere la sensazione di stare fuori dal tempo e di trovarci così in quel luogo non luogo, il luogo dell'anima, ed essere sulla stessa "lunghezza d'onda" come sospesi in uno stato più elevato della nostra coscienza, su quel terreno fertile e propizio per il germoglio.

Se questo è vero come immagine di interiorità, è altrettanto giusto poter affermare che ogni luogo fisico ha quello che i romani chiamavano "genius loci".

Possiamo percepirlo, come sensazione, entrando in un luogo (una città, un museo, un paesaggio), allorché sentiamo vividamente una specifica energia psichica. 

Potremo dire di avere trovato quel magico posto. Potremo avvalerci, a sostegno di quanto detto a proposito della corrispondenza del fuori con il dentro, di alcune citazioni eccellenti: 


"I luoghi hanno un’anima. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana."

(James Hillman – L’Anima dei luoghi)

«Non esiste il caso né la coincidenza; noi camminiamo ogni giorno verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre.» (G. Dembech)

Ebbene questo è quanto accaduto.

Uno di questi luoghi, e conseguentemente di queste persone che li abitano, noi li abbiamo trovati, in uno di quei giorni.

Li abbiamo scoperti recentemente, quando cercavamo uno spazio per programmare una rassegna culturale.


Non ci sono stati dubbi quando siamo entrati nella Il Quadrivio Galleria d'Arte di proprietà della signora Patrizia Zuccherini  e il nostro sguardo si è aperto davanti ad un'ampia sala luminosa, con pareti a specchio. Quadri e sculture intorno al suo perimetro raccontano una fervida passione e un'intensa vocazione per l'arte.

Questo luogo ci ha subito emanato una certa energia, quel senso vitale di accoglienza per ogni forma di creatività. E tutto questo per una sua innata e naturale predisposizione. Per la sua anima, appunto.

Forse anche per il suo profumo, retaggio della passata attività di fiorista che la signora come esperienza pluriennale ha avuto negli anni addietro.

Quel luogo ha conservato e mantenuto quel carattere speciale- ve lo assicuro- ed ora è entrato in risonanza con i "nostri luoghi interiori" i luoghi dell'anima.

E abbiamo così dato alla nostra rassegna questo titolo "I LUOGHI DELL' ANIMA"

Venerdì prossimo 17 Febbraio 2023- dopo il grande successo riscosso dall' incontro con il mascheraio Robin Summa  e la Commedia dell'Arte- ci sarà il secondo appuntamento con la magia delle parole a cura dello scrittore, poeta e musicista, Professor Bruno Baldassarri . Un'occasione in più per percepire  queste sensazioni.

Per avvertire ancora una volta dentro di noi, grazie alle sue conversazioni poetiche, quel senso di infinito e di non luogo che solo la vera Arte sa dare.

A presto con:

https://fb.me/e/IRLRubb7

Emozion-Arti

sabato 11 marzo 2023

LA MASCHERA È LIBERTÀ

Le maschere non sono una sovrastruttura, bensì un'estensione della nostra personalità.

Lo ha spiegato ieri Robin Summa - artigiano mascheraio di origine italo francese, laureato in filosofia alla Sorbonne - durante l'incontro tenuto alla Galleria d'Arte Il Quadrivio di Viale Sonnino n.100.

Il primo dei quattro appuntamenti della rassegna 'I LUOGHI DELL'ANIMA' , la vetrina di arte del contenitore Emozion-Arti .


L'incontro con Robin è stato a dir poco sorprendente, per la formula colloquiale adottata dall'artista. 

Un eloquio sapiente, ma al tempo stesso sobrio e ammaliante. Non è stato un mero intrattenimento scenico, ma un viaggio dentro la dimensione  psicologica dello spettatore.

Ai cenni storici sulla nascita delle prime maschere della "Commedia dell'Arte"sono seguite delle vere "messe in scena" di ciascuna delle nove tipologie di maschere con la relativa spiegazione dell' appartenenza alle caratteristiche psicologiche della figura storicamente conosciuta.

Robin ha indossato in sequenza le nove maschere e all'istante ci siamo trovati immersi dentro di noi.

Ciascuno di noi ha potuto riconoscere quale poteva essere la propria maschera negli atteggiamenti che la caratterizzavano.

Monologhi e dialoghi col pubblico presente hanno creato poi una magica un'atmosfera dove il coinvolgimento attivo ha esteso i confini della 'scena teatrale'. Robin, raccogliendo una serie di scritti inediti dal padre, storico burattinaio recentemente scomparso, ha sentito un forte desiderio di tramandarne la conoscenza imparando e facendo propria l'esperienza paterna.

Dal 2018 ha aperto una "bottega" laboratorio a Napoli dove poter esercitare questa nobile attività alla quale ha dato il nome "LA MASCHERA È LIBERTÀ".

Vedi sito

https://www.maschere-summa.com/

Un grazie a tutti i partecipanti, al Dr. Bruno Mazzocchi, al Dr. Guido Capirci, per il servizio foto-video e in particolar modo a Patrizia Zuccherini  per la gentile concessione dei locali della galleria.

venerdì 3 marzo 2023

I LUOGHI DELL' ANIMA


Tornano nel mese di Marzo le iniziative di Emozion-Arti-il contenitore artistico ideato con l’intento di aprire nuove vedute sul mondo dell’arte. La nuova rassegna culturale porta un nome stimolante, I Luoghi dell’Anima e ha l’intento di dare continuità- dopo l’esperienza di POESIA NEL TRAMONTO, la precedente rassegna- allo stimolo e al coinvolgimento emotivo di un pubblico sempre più esigente riguardo ai contenuti di una proposta che spesso subisce una certa omologazione, I Luoghi dell’Anima invita il pubblico ad aprirsi ad un ascolto più consapevole per scendere fino in profondità e lì poter avvertire la risposta emotiva che segue la rappresentazione artistica. Tutto questo può far comprendere quanto l’arte sia fluida, versatile, nomade e di quanto noi tutti possiamo esserne ricchi senza neanche accorgercene.

    I Luoghi dell’Anima- si propone come ricerca di questa fluidità diventando vetrina di offerte molto originali a partire dalle prossime quattro date, quattro venerdì, 10-17-24-31 Marzo. Quattro, come le strade che si incontrano per giungervi, nel luogo che ospiterà gli eventi. 

    Un crocevia della cultura, potremo dire, quattro strade che portano al Quadrivio, Galleria espositiva di proprietà di Patrizia Zuccherini. Un ambiente accogliente e luminoso che l’imprenditrice, lei stessa amante dell’arte, scultrice e appassionata di pittura, ha messo a disposizione per le esposizioni pittoriche, ma che ha anche aperto a coloro che vogliono promuovere un personale progetto culturale, presentare un libro, tenere un seminario a tema, etc. La Galleria Il Quadrivio si trova in Viale Sonnino n. 100 a Grosseto.

NOI E LE NOSTRE MASCHERE

Il primo appuntamento, previsto per venerdì 10 marzo, che avrà il titolo NOI E LE NOSTRE MASCHERE- “Il teatro che svela le nostre fragilità”, è un incontro con la psicologa Katriona Munthe, Managing Director presso l’Istituto di Biodramma all’Università La Sapienza di Roma, nonché studiosa di discipline umanistiche.

   

La dottoressa presenterà, insieme a Robin Summa, (nella foto )-collega artigiano mascheraio di Napoli, le maschere della Commedia dell’Arte, che a loro volta introdurranno le diverse tipologie psicologiche. 

Un interessante viaggio che coinvolgerà il pubblico presente ad entrare nel proprio Enneatipo. A questo tipo di teatro, come strumento terapeutico, ma con una nuova profondità di senso, si rifà il Biodramma.

“Il termine Biodramma è un neologismo coniato da Lorenzo Ostuni per denominare il metodo di art therapy da lui stesso ideato. Letteralmente Biodramma significa “drammatizzazione della vita”, “rappresentazione teatrale di un’esistenza”. Nella sua realizzazione pratica il Biodramma è un insieme di gesti, di azioni, di comportamenti, che rendono la pienezza di una vita intera e la descrivono. Come tecnica di arteterapia, il Biodramma favorisce lo sviluppo della creatività, attraverso un aumento della consapevolezza di sè e degli altri”. 

Robin Summa (nella foto in alto) porterà con sé alcune creazioni, frutto del suo laboratorio artigianale, l’Atelier aperto dall’agosto del 2020 a Napoli e al quale ha voluto riservare un’insegna molto suggestiva: LA MASCHERA È LIBERTÀ, accogliendo con amore e passione, per poi tramandare, l’eredità del padre Pierangelo, noto regista teatrale, che dal 1966, iniziando come burattinaio, dava espressione alla sua creatività portandosi avanti nella tradizione in modo semplice, senza dogmi o rituali eccessivi, nella realizzazione di maschere artigianali. 

I VALORI DLLA POESIA

Il secondo appuntamento che avrà il titolo I VALORI DELLA POESIA, venerdì 17 Marzo, prevede un incontro con Bruno Baldassarri, scrittore, poeta, musicista.

In questa occasione il noto professore, parlerà di poesia, e reciterà con l’accompagnamento di alcune delle proprie composizioni musicali che lo hanno visto impegnato nella sua lunga carriera didattica.

Bruno Baldassarri ha insegnato per molti anni alla scuola elementare di Follonica, dove ha condotto sperimentazioni di Educazione al suono ed alla musica.  “Lì ho consumato molti momenti importanti della mia carriera di maestro ed ho vissuto numerosi eventi emozionanti: concerti, rappresentazioni teatrali, seminari, feste e ricorrenze di ogni tipo. Ho sempre scritto poesia fin dagli anni del liceo classico. La poesia per me è uno strumento che l’uomo ha a sua disposizione per comprendere meglio sè stesso e gli altri, il mondo e la vita, le cose. Come dice Mario Luzi, il mio grande e compianto maestro: “La poesia è affinamento interiore”. È compositore melodista, nonché fondatore ed ex direttore delle corali polifoniche Santa Cecilia e Giovanni Pierluigi da Palestrina di Grosseto, del centro concertistico Landino di Grosseto e del Centro di poesia Leopardi di Grosseto"

Cogliamo alcune sue dichiarazioni rilasciate durante una recente intervista

La musica e la parola sono state per me una guida continua. Per me la musica è il linguaggio universale, che tutti possono comprendere, perché ha la capacità di innestarsi direttamente ed immediatamente sull’animo umano; la musica è l’evento naturale che più somiglia allo spirito, con la sua vaghezza ed indeterminatezza. Inoltre raffina l’animo e matura la sensibilità”. E ancora:

"La parola è costituita da tre elementi: significato, suono e ritmo e per apprezzarla nella sua completezza dobbiamo leggere ad alta voce, mettendo in pratica una serie di elementi espressivi come tono, volume, tempo, ritmo, mordente e colore, usando intonazioni, inflessioni della voce, pause".

    Oltre alla passione musicale e a quella della poesia l’esperienza del professore è poi approdata alla prosa, attraverso la scrittura di testi letterari. L’ultimo è un romanzo dal titolo Non chiese più niente, ambientato nel periodo storico sotto il fascismo. I protagonisti Dino e Viviana, semplici paesani, ma sostenuti da grandi ideali avvertono nella loro esistenza la fatica del vivere in un’epoca caratterizzata dalle limitazioni delle libertà.

Ma la passione primaria rimane la poesia. Dice il poeta:

Essa è forma rivelatrice delle essenze, dello stato profondo ed interiore di ogni essere e di ogni evento, spogliati di ogni interferenza esterna".

La poesia si può definire un itinerario affascinante verso la conoscenza di sé e del mondo, delle verità che riguardano l’uomo ed i misteri dell’universo, una strada verso le conoscenze essenziali e fondamentali della vita.

Fare poesia richiede un atteggiamento alla trasparenza, alla ricerca ed alla rivelazione della verità, qualunque essa sia, anche dolorosa.

Rendere comprensibile quello che il poeta percepisce, richiede un lavoro costante sulla forma del pensiero, che costringe a chiarire ed a ordinare scoperte ed intuizioni, apprendimenti e previsioni.

IL SEME CHE DANZA LA VITA

Terzo appuntamento, sempre previsto alle ore 17. Durante l’incontro Valeria Petri presenterà il suo libro- Storia di un seme che danza la vita-

Un piccolo capolavoro dove le parole non stanno ferme a testimonianza della loro essenza, della loro provenienza, della loro origine.

Il racconto è un viaggio immaginario, ma è anche un'esperienza corporea vitale.

Su queste due linee parallele, molto vicine tra loro, l'autrice Valeria Petri dispiega, come in una visione onirica, una trama di semplici immagini capace di accompagnarci, attraverso simbolismi molto efficaci, lungo un percorso di crescita e di trasformazione.

La storia di un seme diventa così l'allegoria della nostra vita, dove gli ostacoli che incontra la radice nel suo espandersi sono le stesse difficoltà della vita che tutti noi cerchiamo di evitare e che solo successivamente comprendiamo essere state necessarie per la nostra "crescita".

Dopo la nostra "danza immobile", dove anche la dimensione del silenzio e della fermezza ha un suo senso, ecco che ci trasformiamo, e dalla radice esplode la vita verso la luce, verso il movimento danzante di un virgulto prima, e della piantina dopo, che si apre al calore del sole,  fino ad arrivare alla presenza dell'albero/uomo.

Tutto intorno ora è danza. 

    Quando il vento si ferma, il ticchettio della pioggia sembra tenere un leggero ritmo, dando il "tempo" al movimento danzante.

Tutto l'universo sente di appartenere a quest'unica danza, quella della meravigliosa avventura della vita.

    Questo testo ha la capacità di esprimere il forte senso dell'amore di Valeria per l'arte ed in particolare della danza alla quale ha dedicato molti anni della propria professione attuando e sperimentando il metodo della coreografa Argentina Maria Fux alla quale si deve per la prima volta l'uso del termine danzaterapia

per la scoperta dei suoi effetti terapeutici.

Dice Maria Fux

"attraverso il movimento si producono cambiamenti che non sono solo fisici ma che coinvolgono attivamente il nostro corpo interiore, molte volte isolato, ignorato, segnato da paure e problemi sia sensoriali che psichici. Attraverso gli stimoli che offro si muovono e cambiano i “no” del corpo, trasformandosi in successivi “sì”, in “ciò che sto facendo mi appartiene”.


 La disciplina che non è solo un metodo diventa così una ricerca continua, sperimentata nei corsi di danza creativa e nei seminari che Valeria Petri tiene presso la sede della sua associazione dal nome "Chicchi d-Arte"

Vedi sito www.chicchidarte.com


I COLORI DELLE PAROLE

    Il quarto appuntamento dal titolo I COLORI DELLE PAROLE venerdì 31 Marzo, chiuderà la rassegna de “I LUOGHI DELL’ANIMA”. In questa occasione, l’ospite, la scrittrice di origini viterbesi Roberta Mezzabarba, porterà in lettura testi poetici e alcuni romanzi da lei scritti, avvalendosi della voce di Enrico Concioli che ne eseguirà una lettura scenica.

Roberta Mezzabarba dal 1993 è funzionario della provincia di Viterbo. Ha collaborato per vari anni con Il Tempo e con il quindicinale di cultura Il Centro Italia.











   I suoi quattro romanzi sono disponibili in audiolibro e stati tradotti e pubblicati nel mondo in lingua inglese, spagnola, francese, tedesca, russa e portoghese: sono in lavorazione la traduzione in lingua tedesca, russa, ucraina e cinese.

Con i suoi scritti, negli ultimi 36 mesi, ha vinto più di 150 riconoscimenti in tutta Italia.

L’ultimo suo lavoro, il romanzo “IULIA FARNESIA- Lettere da un’anima”, edito a marzo del 2022 è un romanzo storico con il quale l’autrice intende riscattare la dignità di una nobildonna usata e sfruttata dalla sua famiglia, (i Farnese) restituendole dopo cinque secoli di maldicenze il valore morale della sua esistenza che a detta delle cronache del tempo la dipingevano una dispotica e licenziosa dama.

Ci sarà anche uno special guest ad allietare la serata con il suono del proprio violino: una star maremmana ma di fama internazionale, Alessandro Golini


Emozion-Arti

Pasqualino Casaburi

pasqualino.casaburi@gmail.com

Mobile 3475364188


sabato 25 febbraio 2023

LA 'MEZZANOTTE' DELL' ARTE È PROPIZIA

Ascoltare poesie al tramonto è un esperienza unica. È come entrare in una dimensione senza tempo.

Ne abbiamo avuto riprova ieri, nel corso del terzo dei quattro incontri previsti dalla rassegna omonima ideata da Associazione Culturale Polis 2001 in collaborazione con Emozion-Arti :

il tempo si è fermato sulle parole dette, sulle pause, sui silenzi che hanno vibrato dapprima nello spazio aereo di quel luogo magico, per poi arrivare ad aprire un varco nel cuore dei presenti.

La sala principale del centro l'Abbriccico di Via Lazzeretti 10, che ha ospitato l'evento ha dimostrato di essere non solo un luogo fisico ma un "luogo dell'anima".

Così ha potuto cogliere quei raggi radenti, color oro, che il sole regala in quel momento in cui tutto sembra fermarsi.

La Poesia è nel Tramonto, ma non al tramonto. La stessa cosa potremo dire dell'arte in genere quando notiamo alcuni aspetti decadenti nelle "offerte" che vediamo in giro. Questo non ci fa sentire, non ci fa riconoscere il gesto artistico come autentico e creativo, ma ce ne fa cogliere solo la precarietà tanto da poter farci pensare che l'arte è alla 'mezzanotte'. 


A chi interessa davvero l’arte? La poesia? La musica? La danza?

Tutti ne parlano, ne scrivono, 

ne fanno romanticherie da bar, sui social e nella vita, ma, in realtà, ciò che è artistico (sul serio) è ignorato. 

Nei programmi culturali non cogliamo alcun senso creativo, estetico o evocativo.

Fuori da questi programmi, altrove, esiste qualcosa di poetico, di catartico, di non “spettacolarizzato”?

No, purtroppo, anche altrove scarseggia la verità creativa. Dominano chiacchiere e rappresentazioni.

Eppure: “Uomo! Sii attento!” — dice Zarathustra, mentre si domanda: “Che dice la mezzanotte profonda?”.


Dice, il saggio Nietzsche, che sotto il velo di questa noia, di queste parole sentite e risentite, si può procedere di ora in ora, danzando !

Ebbene, Il ritmo di questa danza l'abbiamo percepito tutti ieri sera, attraverso la parola poetica di autori illustri come Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese e Wislawa Szymborska declamata da Barbara Sanchini , Davide Braglia e altri lettori chiamati inaspettatamente a leggere sul momento. Interessanti sono stati gli interventi che negli interludi hanno narrato alcuni aneddotti riguardanti la vita dei poeti in questione. Episodi che hanno fatto entrare ancor di più nella loro umanità.

Tutta la nostra mente, il nostro cuore ed anche il nostro corpo ha danzato e vibrato su quel ritmo cadenzato cercando di liberarsi dal  limite della "mezzanotte" da quell'argine di buio estremo per arrivare alla luce di una nuova alba creativa.

Grazie a tutti i presenti.

venerdì 17 febbraio 2023

LA BELLEZZA- UN CONTENITORE DI EMOZIONI

Bellezza è una delle parole lette e dette ad alta voce, nel preambolo che ha aperto questa sera il consueto incontro con la Poesia, all'Abbriccico, di Via Lazzeretti 10, in occasione della rassegna 'Poesia nel Tramonto". La vetrina  ideata da Associazione Culturale Polis 2001 di Francesco Tarsi in collaborazione con Emozion-Arti .

Bellezza. L'ultima delle diciotto parole che magicamente sono venute incontro agli ospiti di questo secondo appuntamento, (questo era il numero dei presenti, utile anche a 'sfatare' una ricorrenza, venerdì 17-ore 17 della data ).

Un esercizio, quasi un gioco, in apparenza banale ma utile per preparare gli uditori all'ascolto profondo dei testi poetici spesso criptici per non dire ostici.

Così ogni spettatore è stato accompagnato, e coinvolto in questa opera magnifica che è l'arte poetica, invitato a prelevare da un'urna di cristallo (il tempio sacro del proprio corpo) il vocabolo-scritto su un foglietto poi ripiegato-che da mero termine linguistico, attraverso la pronuncia e la risonanza del suo suono si è trasformato in emozione e poi in sentimento.

Tanti i segni e le coincidenze colti in questo pomeriggio, la giornata del 🐱 come è stato sottolineato dai presenti.

Il momento davvero magico è stato quando, nel preparare quei bigliettini, non avendo la benché minima idea di quanti farne- per ignoranza del numero dei partecipanti- la quantità si è rivelata corrispondente ogli ospiti come se una mano invisibile avesse guidato la procedura.

Ciascuno dei presenti ha saputo ri-conoscere la propria parola come se davvero il sentimento da questa evocato fosse un proprio autentico ricordo, un'aspirazione, una mancanza, un de-siderio. Qualcosa venuto dall'iperuranio. 

Qualcosa in grado di donare cura colmando un assenza. 

Ecco che allora Rainer Maria Rilke e Anna Achmatova i poeti declamati immediatamente dopo dai lettori hanno avuto uno spazio di ascolto speciale, quell'angolo accogliente della propria anima.


sabato 11 febbraio 2023

EDUCARE ALL'ASCOLTO FA BENE ALLA POESIA

L'ascolto sembra un attegiamento poco praticato in un tempo, il nostro, dove spesso, volendo far prevalere la propria idea, con la presunzione di ritener valido solo il nostro punto di vista, assumiamo un comportamento di supponenza,  spezzando quella magia che esiste nello spazio sacro della libera comunicazione. 

Allora il dialogo diventa un monologo dove il 'noi' viene scalzato dall'io. 

Diventare convincenti non è altro che una mossa dell'ego che mira ad autoaffermarsi.

Il nostro "parlare" tende a 'sovrapporsi' alle parole proferite dall'altro che spesso comunica con noi unicamente per poter sciogliere una propria tensione emotiva e condividerne il 'peso'.

L'importanza dell'ascolto ci porta a riflettere su questi comportamenti e sulla necessità di azioni che possano favorire un ritorno ad un corretto utilizzo della parola. 

Il primo suo uso corretto, secondo me, è non usarla.

Il silenzio diventa così la giusta dimensione aperta verso l'ascolto, il primo vero nostro maestro che può educarci alla condivisione e ad entrare con tutta la nostra essenza 'dentro il significato profondo delle parole, della musica, e dell'arte in genere.

È quello che è avvenuto ieri durante l'incontro di letture poetiche previsto dall'iniziativa Poesia nel Tramonto. La rassegna organizzata Associazione Culturale Polis 2001  di Francesco Tarsi in collaborazione con Emozion-Arti 

La 'vetrina' ideata da Pasqualino Casaburi come desiderio di recupero del valore emozionale dell'arte e della cultura-

L'iniziativa, che prevede la lettura di due poeti del secolo passato- scelti rigorosamente e dei due generi (maschile e femminile)- da svolgersi ogni venerdì (a partire dalle ore 17,00) presso la sala del Centro l'Abbriccico, è stata possibile grazie  alla gentile disponibilità data da Uscita di Sicurezza Grosseto  di Grosseto.

Ieri l'incontro di esordio di #Poesia nel Tramonto  ha avuto una formula di apertura direi inusitata.

Proprio per agevolare l'ascolto della parola e predisporre al meglio gli uditori al testo poetico, che già per sua natura poteva presentarsi di difficile comprensione, Barbara Sanchini  in uno spazio temporale di dieci minuti, ha invitato la platea a seguire alcune indicazioni sulla corretta postura (a sedere) e su un più adeguato modo di respirare accompagnando i presenti verso uno stato di rilassamento.

Le sue parole sono entrate in armonia con l'ambiente e con quanti, ad occhi chiusi, hanno potuto avvertire una certa distensione corporea ma anche una leggerezza mentale. Tutto questo grazie anche al sottofondo sonoro della base musicale, un brano appositamente scelto da una composizione di Rino Capitanata.

La serie di letture che hanno fatto seguito alla preparazione all'ascolto, e che in questa occasione riguardavano Eugenio Montale  (lettore il sottoscritto) e Alda Merini (lettrice la prof.ssa  Anna Maria Pantaloni), sembrano essere arrivate in modo più profondo.

Sarà una mia impressione, ma quella partecipazione attenta, quella silenziosa empatia, quel senso di comunione e di comprensione delle parole dette,che io come altri abbiamo avvertito, sono convinto, che davvero siano state utili per  cogliere il segno.

Educare e accompagnare all'ascolto è un gesto utile che anche nelle proposte culturali può diventare davvero una formula di autentica condivisione e di godimento della bellezza.

Grazie a tutti i partecipanti ❤

sabato 21 gennaio 2023

LA PAROLA CHE DANZA E FA DANZARE

La parola è vibrazione e in quanto tale fa vibrare il testo che la contiene, e quindi chi lo legge, fino a diventare danza

Questo è accaduto leggendo questo libro.

É quello che ho veramente percepito mentre ne scorrevo le pagine (ma in verità erano loro che scorrevano me). 

Un piccolo capolavoro dove le parole non stanno ferme, a testimonianza della loro essenza, della loro provenienza, della loro origine.

Il racconto è un viaggio immaginario, ma è anche un'esperienza corporea vitale.

Su queste due linee parallele, molto vicine tra loro, l'autrice Valeria Petri  dispega, come in una visione onirica, una trama di semplici immagini capace di accompagnarci, attraverso simbolismi molto efficaci, lungo un percorso di crescita e di trasformazione.

La storia di un seme diventa così la metafora della nostra vita, dove gli ostacoli che incontra la radice nel suo espandersi sono le stesse difficoltà della vita che tutti noi cerchiamo di evitare e che solo successivamente comprendiamo essere state necessarie per la nostra "crescita". 

Dopo la nostra "danza immobile", dove anche la dimensione del silenzio e della fermezza ha un suo senso, ecco che ci trasformiamo e dalla radice esplode la vita verso la luce, verso il movimento danzante di un virgulto prima, e della piantina dopo, che si apre al calore del sole,  fino ad arrivare alla presenza dell'albero/uomo. 

Tutto intorno ora è danza💃  

Quando il vento si ferma, Il ticchettio della pioggia sembra tenere un leggero ritmo, dando il "tempo" al movimento danzante.

Tutto l'universo sente di appartenere a quest'unica danza, quella della meravigliosa avventura della vita.

Questo testo ha la capacità di esprimere il forte senso dell'amore di Valeria per l'arte ed in particolare della danza alla quale ha dedicato molti anni della propria professione attuando e sperimentando il metodo della coreografa Argentina Maria Fux alla quale si deve per la prima volta l'uso del termine danzaterapia. Questo 

per la scoperta dei suoi effetti terapeutici.

Dice Maria Fux:

"attraverso il movimento si producono cambiamenti che non sono solo fisici ma che coinvolgono attivamente il nostro corpo interiore, molte volte isolato, ignorato, segnato da paure e problemi sia sensoriali che psichici. Attraverso gli stimoli che offro si muovono e cambiano i “no” del corpo, trasformandosi in successivi “sì”, in “ciò che sto facendo mi appartiene”.

La disciplina che non è solo un metodo diventa così una ricerca continua, sperimentatata nei corsi di danza creativa e nei seminari che Valeria Petri tiene presso la sede della sua associazione dal nome Chicchi d'Arte 

Vedi sito www.chicchidarte.com

Una menzione di merito va anche a Vanessa Zanda  per le bellissime illustrazioni che completano, dando colore e significato alle parole (che danzano) ed impreziosiscono armonicamente il lavoro di Valeria.

Grazie a Valeria a Vanessa e a Maria Pia Pastorelli che mi ha regalato il libro.

FRANCESCANITÀ

La notizia del ridimensionamento della fraternità francescana locale è stata uno scossone per i grossetani. Non solo per chi le vive accanto...