sabato 24 settembre 2022

IL TEMPO DELLA VERITÀ

La comparsa della verità sconvolge e devia.

Tutti vorrebbero conoscerla.

A volte la sentiamo vicina, ma non sappiamo afferrarla.La paura di essere chiamati nella responsabilità e il timore di dover rendere conto delle proprie azioni allontana ancor di più la verità.

Come possiamo giustificaci davanti ad Essa.

È solo curiosità teorica, di volerla conoscere, la nostra. Puro interesse intellettuale.

O veramente vogliamo camminarle accanto facendo "ammenda" degli errori commessi nel nasconderla o per averla presa sotto gamba.

Oggi come ieri nella Parola.

(Lc 9,7-9)

L'interesse di Erode nei confronti di Cristo, sulla sua identità, sulla sua missione era pura curiosità.

Era pensiero preoccupato unicamente ad indagare su un figura che compare improvvisamente sulla scena per istituire una Nuova Alleanza ed inaugurare una Nuova Umanita, ma che viene percepito come Colui che sconvolge i propri piani, i propri deliri di potere e quindi le proprie responsabilità.

La verita quando arriva sconvolge, ma mette ordine dentro e fuori di noi restituendoci la visione integra e autentica del mondo.

La nostra appartenenza e la nostra connessione alla Fonte.

È tempo per un vero esame di coscienza.


È TEMPO DI VERITÀ

sabato 17 settembre 2022

LA STRATEGIA PERSUASIVA

Prefazione

Sappiamo oramai per esperienza, perché lo abbiamo potuto riscontrare tutti, che per ottenere un risultato valido in termini di successo- in un programma che può riguardare una categoria commerciale per il lancio di un prodotto- come, in generale, in un grande progetto che coinvolga, milioni di persone per orientarli verso una scelta, occorre mettere in piedi una strategia di persuasione ben precisa.

Soprattutto se questo progetto riguarda la salute di molti, di tutti quelli ai quali è indirizzato.

È necessario quindi far presente, intanto, a ciascuno di loro, che accettare di farne parte è una condizione indispensabile di salvaguardia della salute propria e di chi gli sta vicino.

E fin qui è stato fatto, almeno nella buona fede. 

Ci è stato chiesto di fidarci.

E lo abbiamo fatto, come lo si può fare quando ci si trova a forzare i tempi utili e necessari per sperimentare- termine caro alla Scienza- ma farlo in fretta, perché presi in contropiede da un'emergenza che ha richiesto subito una mossa decisiva.

Tutto questo è stato fatto, però negando un'alternativa a coloro che pensandola diversamente nutrivano dei forti dubbi sul progetto.

Mettiamoci anche nei panni di chi doveva prendere presto questa decisione, ma senza scusare nessuna delle altre parti, degli "altri" schieramenti politici che fossero stati al governo al posto di chi ha dovuto con responsabilità decidere, mettendo in piedi un coacervo di atti legislativi estemporanei, quanto di dubbio valore costituzionale che sarà ricordato nella storia della nostra Repubblica.

È necessario tenere presente che laddove ci fossero state delle "resistenze" e dei dubbi nulla si sarebbe dovuto fare per forzare troppo la scelta attraverso manovre coercitorie volte a convincere e a rivedere il negato assenso.

E tutto questo a tutela di diritti fondamentali di salvaguardia della propria salute.

Questo invece è stato fatto!Arriviamo cosi all'istituzione del certificato verde.Provvedimento creato surrettiziamente per ottenere il risultati altrimenti non raggiungibili a motivo dei più recalcitranti.

Questo è stato fatto dando a questo strumento una veste di lascia passare, un abito formale di garanzia di facile movimento, di libero accesso nelle sedi dei servizi di ristorazione e degli intrattenimenti (spettacoli teatrali, cinema, bar).

In una parola: ricatto.

Postfazione

Dopo due anni e poco più......

a) Ad evidenze riscontrate si è potuto verificare intanto che sottoporsi al progetto non è stata condizione di mantenimento della salute.

Si è potuto notare che chi vi ha partecipato si  ammalava ugualmente e con la stessa variegatezza o gradualità di sintomi di coloro che non vi hanno aderito. Questa evidenza ha smontato la tesi dell' incontrovertibilità dell'efficacia, diventata cavallo di battaglia dei comitati scientifici e dei suoi 'portavoce'.


b) Sempre più casi di effetti collaterali stanno emergendo dalle segnalazioni eseguite in forma privata.

La vigilanza passiva, che è quella messa in atto privatamente dal singolo, ottiene però un evidente dato riduttivo, basandosi solo sul sollecito e deliberato atto di segnalazione comunicato all'ente incaricato di aggiornare il report.

In altri stati come in Usa esiste una vigilanza attiva dove sono direttamente i medici che si incaricano degli accertamenti, rilevando anche quei casi non segnalati per indolenza o per ignoranza.

Permane un dato statistico, in generale, che vede colpito 1  persona su 100, che se letto cosí, in questi termini, sembra irrilevante, ma che se lo rapportiamo al numero totale (51 milioni) sono 510.000 persone colpite da effetti indesiderati più o meno gravi, per non contare poi i decessi.

c) Domanda: se è vero che c'è stata in questa "storia" una strategia persuasiva, perché, fin dall'inizio, prevedendo un "epilogo" del genere- e non diciamo che non lo sapevano, perché, prevedendo tutto ciò, hanno fatto firmare un documento dove si sono sollevati dalla responsabilità perché, ripeto, non hanno dichiarato subito che si sarebbero fatti carico dell'assistenza di tutti quelli che si fossero ammalati per "effetti avversi"

Perché non lo hanno fatto. 

Avrebbe forse dato una maggiore sicurezza di vicinanza in molti di quei casi che nell'attualità continuano a denunciare, da una parte, l'assenza del medico di base e dall'altra la mancata partecipazione alla spesa delle cure da parte della sanità pubblica, lasciando tutte a carico del paziente le spese necessarie per intervenire sulle complicazioni emergenti che variano da problemi neurologici, di immunodeficenza, pericarditi, parestesie agli arti, dolori e fitte intercostali, etc.

Questa strategia, sono sempre piu convinto, è stata poco persuasiva.

Bastava poco per esserlo, per dimostrarsi, un poco di più dalla parte del cittadino, dell'uomo, della sua dignità', del suo bisogno di sentirsi accudito e protetto. 

Del suo bisogno di una parola di sostegno del tipo: "non ti preoccupare", noi ci siamo a salvaguardati, invece che di arcobaleni e falsi slogan scritti sui lenzuoli.

Conclusione

La conclusione la lascio a ciascuno di voi. Eh sì, miei cari.

Alla vostra capacità di pensare autonomamente. 

Al vostro ritrovato vigore di combattere in un mondo che è in decadenza, ma che fa intravedere 

bagliori di luce nascente.

Alla ritrovata consapevolezza e alla vostra capacità di infondere coraggio a chi è più lento su questa strada.

Alla pazienza e alla Speranza sempre presente nel cuore di chi accompagna la propria esistenza all'Eterno sostegno della mano del Cielo.

mercoledì 3 agosto 2022

LA TRAPPOLA DEL MESSIANISMO

Alla voce messianismo, o messianesimo, l'enciclopedia Treccani così recita:

"All'interno della fede ebraico-cristiana, una visione del mondo incentrata sull'attesa di un Messia"

Per estensione e in senso figurativo: "l’aspettativa escatologica; nella storia politica, la speranza nella restaurazione di un regno, di un popolo o dell’umanità, l’attesa di un radicale rinnovamento della società."

Ma quale è questa figura che immaginiamo  possa giungere e compiere la restaurazione, a "rinnovare" e a far rinascere la nostra società. Quale trasformazione, aspettarsi e da dove partire per consentire l'innesco del salto evolutivo in questione?

Intanto occorre, dapprima, prendere coscienza del decadimento in corso di tutte le categorie del vivere- a partire dalla famiglia, dalle istituzioni sociali, della politica, per arrivare alla scuola, al lavoro- per poi notare come la  progressiva accelerazione di questo processo, con scarsa capacità di potersi appellare ad un sistema sempre più condizionante, controllante, dirigistico, ci abbia messo di fronte ad una necessità di una scelta urgente.

Siamo davvero, come dicono qui in Maremma "alle porte coi sassi", in un punto di non ritorno del cammino antropologico verso una nuova figurazione?

E se sì quali caratteristiche dovrebbe avere quest'uomo Nuovo per poter essere adottato come esempio, come pioniere di una Nuova Umanità.

Se facciamo un'analisi accurata del nostro tempo che potremo definire ultra-post-moderno, potremo notare una grande "resistenza" a lasciare andare tutte quelle tendenze distruttive che ci hanno portato fin qui. Questo perché spesso sono mascherate dall'ipocrisia di un progresso tecnologico che appaga e addormenta attraverso il soddisfacimento di falsi ed effimeri bisogni.

A seguito di questo lassismo, di questa ipnosi inconsapevole notiamo corrispondere un impegno sempre residuale. 

Una fiacchezza rivoluzionaria si impadronisce delle menti sempre più svuotate dalla mancanza di volontà, dalla scarsa voglia di ricercare ragioni che uniscono piuttosto che, come stiamo assistendo ora,  prestarsi a facili "schieramenti" e, per giunta, con la pretesa di avere sempre ragione.

Scarsa volontà di trovare le motivaziomi per una "convivenza pacifica" nella radicalità dell'essenza dell'uomo, e predisposizione a rifiutare le sue innate ed intrinseche peculiarità.

Mi riferisco alla sfera spirituale, all'energica spinta che si ottiene dalla speranza alimentata dalla sorgente viva dello Spirito.

Fra pochi giorni avverrà un appello, uno dei tanti ai quali saremo chiamati ancora una volta ad esprimerci.

Il rischio è ancora una volta di venire abbindolati dal trascinatore di turno, dall'affabulazione dei concetti messi

in ordine da una dialettica accattivante, pur riconoscendo che i programmi messi in vista si assomigliano un pó tutti indipendentemente dagli schieramenti di emanazione.

Qui può scattare veramente un errato riconoscimento, un'attribuzione eccessiva di  competenza, un ingenua fiducia messianica.

Può avvenire un abbaglio e scambiare l'opportunista di turno per il "salvatore".

Ecco perchè occorre informarsi bene prima di fare la scelta.

Occorre sviluppare bene le proprie capacità di discernimento e, senza farsi condizionare, valutare ogni proposta e soprattutto il modo di esporla, scovando le motivazioni opportunistiche nascoste dietro le apparenti seducenti promesse.

Ecco da dove può nascere, secondo me, questa figura nuova. 

Solo da dentro ciascuno di noi! E lo sta già facendo spingendo sull'orlo del precipizio tutte le nostre distorsioni, tutte le nostre maschere che pervicacevente ancora ostentano resistenza.

sabato 23 luglio 2022

L'ESPERIENZA: UN UMILE CONOSCENZA

Il miglior modo per conoscere le cose è farne esperienza. Intanto avere rispetto di tutto, anche di quanto non conosci, avere un atteggiamento accogliente e non come si dice oggi aprioristicamente "negazionista".

Quando non conosciamo un fenomeno e immaturo più che prematuro dire che non esiste. Dovremmo essere prudenti prima di dare giudizi. 

Osservarne le dinamiche anche quelle che coinvolgono gli aspetti sociologici senza introdurci in quei meccanismi che alla fine generano solo divisioni, nascita di posizioni contrapposte, spesso figlie di ideologie.Tanto più se il fenomeno, è causato da un agente naturale che in quanto tale nella sua intrinseca, genetica e dinamica tendenza, volge a mutare le sue espressioni, con una velocità formidabile, quasi a smarcarsi da ogni concettuale definizione.

Ora che ho conosciuto anche io il fenomeno sono veramente più edotto. Lo abbiamo accolto in famiglia come un ospite inaspettato (avendo completato il ciclo imposto), come un viandante che ti bussa alla porta di notte bisognoso di un riparo. 

Gli abbiamo riservato tutte le nostre reazioni. Sí, reazioni (le migliori delle attenzioni) ho scritto bene.

Lo abbiamo fatto "accomodare" perché si era "rotto" di sentire la gente parlare così tanto di lui a vanvera.

La nostra empatia sintomatica è stata veramente la nostra riconoscenza sincera, aldilà di ogni altra biologica e strumentale individuazione. Essere riconoscenti è ringraziare.

Siamo stati liberi e liberati, finalmente.

Non c'è di peggio, infatti, che soggiacere ad una sentenza rigorosa dettata dalla legge-(lo abbiamo potuto appurare in questi due e più anni)- da una procedura farmacologica o da un test biochimico.

Non siamo solo quello. Per fortuna siamo ancora capaci di avvertire autonomamente un certo disequilibrio, un malessere latente che ci avvolge che sembra essere sempre slegato da ogni anacronistica diagnosi. 

Le ultime sotto, sotto, sotto- varianti sembrano avere questa mancata coincidenza negli esiti tra sintomi e risultato del test dimostrando come la natura trovi una sua strada di definizione caratteriale.

Dovremo imparare dalla natura e acquisire questa creatività propria della vita che portiamo dentro. Quello slancio che non si ferma mai e per questo ci allontana dalle facili definizioni. Essere umili e grati per le acquisite nuove conoscenze e per quelle (infinite di più) che ancora rimangono nel vasto territorio inesplorato.

venerdì 22 luglio 2022

GLI ANIMA-LI CI AIUTANO A CRESCERE

Dovremo prendere esempio dagli anima-li che al momento di intraprendere il Viaggio, nell'ultimo loro passaggio, lasciano dietro di loro poco e niente dei cosiddetti "effetti personali".

Immenso, d'altro canto è l'affetto, la profondità dell'amore che lasciano a noi che ci sentiamo ancora pervasi, dopo la sensazione di vuoto, del loro energico e vitale slancio, della gratuità dei momenti di

intima confidenza, dei colloqui corrisposti con sguardi loquaci di occhi accesi, dei giochi acrobatici con la corda, degli scambi di zampate a mo' di boxer.

Un vuoto soffocante, ma intriso di una memoria viva di immagini, di espressioni e pose dialoganti.

Si perché Achille era, e lo è ancora, un gatto speciale in quanto ad empatia e comunicazione. 

Aveva un modo ed una timbrica del miagolío che assomigliava più ad un alfabeto. Vicino, talvolta, ad un confabulare sommesso e tal altra ad un'armonica e discorsiva sequenza di suoni, tanto che eravamo in grado, noi di famiglia, di comprendere il suo stato d'animo, quando qualcosa non andava, o d'altro canto, la felicità della sua condizione di "custode della casa".

Il Re, lo chiamavo io, per la postura iaratica che assumeva dal suo lettino rialzato. Attento e vigile ad un minimo rumore e odore e sempre pronto a reagire quando gli fosse tolta la giurisdizione dai suoi co-abitanti, i cuginetti Circe e Zephiro.

Accade tutto all'improvviso. 

Non si è mai preparati ad accettare una tale partenza. E non dipende dagli anni, 14 sono stati di convivenza, (ricordo il cucciolo che eri quando ti ho levato dalla strada), ma dall'intensità dell'amore che fiorisce verso queste bellissime e nobili creature. 

Non credevo poter provare 

questo forte senso di distacco e di vuoto. Ora avverto dentro una profonda consapevolezza di quanto siano importanti ed unici gli animali e di come il nostro cammino evolutivo sia strettamente legato a loro.

Dopo un tale perdita a volte ci scappa detto: non riprenderò mai più un animale (gatto, cane  etc).

In realtà è un atteggiamento egoistico che vuole evitare una convivenza densa di amore.

Ma cosí facendo ci perdiamo tutti quei sinceri ed incantevoli momenti vissuti con loro.

Buon viaggio Achille ❤

Grazie per l'amore che ci hai dato🧡💛💚💙💜❤

lunedì 18 luglio 2022

LA TRANSIZIONE: MOMENTO CRUCIALE PER CAMBIARE

Siamo alle soglie di grandi possibili cambiamenti, come ad un crocevia, che chiede a tutti di prendere una direzione.Di fare una scelta, in coscienza. Attivare i nostri sensi, ed ancor di più, l'intuizione per intravedere la possibilità di porre la parola fine ad uno dei periodi più bui della nostra storia.

La nascita di tante piccole aggregazioni in movimenti di protesta, associazioni e comitati sul territorio nazionale a cui stiamo assistendo, è la prova lampante che esiste un dissenso esplicito, un fermento, un'anima comune, che anela ad un deciso cambiamento, desideroso di cercare, per trovare una sua espressione istituzionale, una rappresentanza nelle giuste sedi che possa nel tempo scardinare le logiche di potere di chi si è succeduto fin'ora al governo.

Ogni progetto comunitario parte sempre da una reazione volitiva, da uno slancio creativo primordiale in forza del quale può diventare in seguito una significativa realtà che possa finalmente mettere radici nei contesti decisionali delle nostre istituzioni da molto tempo manovrate da un sistema, che nell'illusorie promesse di sviluppo di improbabili Piani Nazionali, nascondono replicazioni di omologhe figure deputate a governare, le cui scelte sono sempre soggiacenti alle solite distruttive logiche di controllo, di limitazione dei diritti costituzionali, delle libertà in genere.

Tanti sono quelli non vedono l'ora che qualcosa cambi, e arrivi un vento fresco di novità.

Dell'attuale panorama di soggetti in cerca di rappresentanza politica fanno parte diversi gruppi e movimenti antisistema tra i quali spicca il movimento Rivoluzione Allegra di Giulio Milani.
Tutti questi contesti associativi,  riunitisi in un convegno il 2 Giugno scorso a Marina di Massa con una prospettiva di far nascere una possibile costituente, si mostrano come realtà capaci di esprimere analoghe caratteristiche intrinseche, vale a dire
prospettiva anti-sistemica; autonomia territoriale; spirito federativo; aspirazione insieme anti-liberista e anti-tecnocratica; tensione umanista e spirituale; ribellione verso la propaganda, la censura, la domesticazione transumanista dei costumi e il pensiero unico del regime di mercato Nato/Oms/Fmi/Ue.

Da qui, fino ad arrivare alla creazione di una lista elettorale, il passo sembra naturale.

"L' auspicata costruzione di una lista elettorale unitaria, in questo senso, non dovrà rappresentare un fine estemporaneo, ma un mezzo per veicolare con forza e durata crescente la novità politica di cui intendiamo farci promotori."
"Dobbiamo abbandonare l’idea, sbagliata, che il nostro blocco sociale sia un partito politico o una coalizione di partiti e soggetti politici"- riferisce dal suo blog Giulio Milani, responsabile del Movimento Rivoluzione Allegra.


E ancora
"Noi non siamo una coalizione, noi siamo un intero, nuovo arco costituzionale che può unirsi, in questa fase del conflitto, con il mandato di riparametrare gli ambiti di esercizio del potere."

La prospettiva costituente è stata da molti salutata come un balsamo e in particolare dal CLN di Ugo Mattei, che sostiene le stesse tesi di Rivoluzione Allegra espresse nel convegno di Marina di Massa del 2 giugno:
"occorre pensare l’area del dissenso come un fronte anti-sistemico simile al Comitato di Liberazione Nazionale nella lotta di Resistenza al nazi-fascismo ossia una compagine variegata dal punto di vista politico, dottrinale, sociale, ma unita dagli obiettivi comuni."
Qui di seguito il link per vedere il programma.

https://www.comitatoliberazionenazionale.it/

Come si può notare il programma è ambizioso per obiettivi, ma sono forti le motivazioni e tenaci i promotori.

lunedì 11 luglio 2022

RIBELLARSI AL NONSENSO

Se fosse un brano musicale questo romanzo potrebbe essere una cover eseguita mirabilmente, in perfetto stile, dove l'autore, Michele Fortis, medico di Bergamo, attraverso parallelismi nemmeno tanto larvati, riproduce nel dipanarsi della storia, la situazione che abbiamo vissuto tutti noi negli esordi dell'insorgenza della crisi pandemica. E lo fa stando bene attento a non far emergere la sua posizione a riguardo. 

Posizione che possiamo intuire solo da un'attenta lettura del testo dove possiamo cogliere, come sfumature, accanto alla sua preparazione e conoscenza tecnica, anche le sue aperture, e direi ferme convinzioni di una capacità profonda di resilienza insita nell'uomo, fino a mostrarne una soffusa fede verso il trascendente. 

Che sia un medico e per giunta di Bergamo a scrivere, la dice lunga. La spinta ? La forte necessità di mettere su carta le impressioni, le circostanze vissute in prima persona durante quel periodo buio, che hanno messo a dura prova i principi di libertà.

La lente di osservazione qui si sposta ad analizzare un tranquillo paese maremmano dove regna la tradizione, la fratellanza e lo spiccato senso della comunità. 

In questo piccolo borgo accade, in un particolare e contingente momento di emergenza, di veder nascere un collettivo di idee comuni.

Il borgo di Fortepietra è la prova che anche le piccole comunità possono diventare nucleo compatto capace di avere propria autonomia decisionale, disubbidendo alle prescrizioni governative quando insensate.

Ma mai i suoi abitanti avrebbero pensato di poter far nascere un simile movimento rivoluzionario.

I "ribelli" sono persone semplici che si ritrovano spesso in un pub del paese per programmare la propria azione di dissenso verso le forme di coercizione imposte dal governo per fronteggiare un'epidemia causata da un acaro che colpisce la pelle.

Il principale dispositivo indicato dalle autorità è l'uso dell'olio di palma per tenere igienizzato il corpo.

Questa sembra però produrre effetti indesiderati devastanti fino a far sorgere il dubbio al gruppo dei dissenzienti. Una di loro grazie alla collaborazione di un biologo svizzero riesce a "decifrare" la composizione chimica dell'olio facendone emergere la sua pericolosità per la salute quando a contatto con alcuni pollini presenti nell'aria.

Fin qui nella trama niente di nuovo. E il ritratto dei temi comuni di tanti altri romanzi distopici.

Quello che da risalto al romanzo è invece  il "cast".

la presenza di numerosi personaggi, gli abitanti del borgo e delle frazioni circostanti, tutti descritti  minuziosamente e coloriti da un simpaticissimo vocabolario dialettale e da imprecazioni ed espressioni in gergo toscano che ti catapultano immediatamente in quell'atmosfera particolarissima fatta di sapori genuini e pacche sulle spalle.

L'autore è abilissimo ad integrare passi di contenuto scientifico con un una narrazione degli eventi sobria e scorrevole. 

Alcuni passi sono descritti tanto bene da avere un effetto immaginativo che ti porta ad avvertire il calore, i suoni e perfino i profumi di quella terra.

Il paese dei ribelli è un romanzo scritto bene, con la coscienza di un medico, con la mente libera da pregiudizi, ma soprattutto col cuore di chi sa riconoscere le radici profonde della propria identità e per questo è sempre pronto a combattere chi le mette a rischio.

FRANCESCANITÀ

La notizia del ridimensionamento della fraternità francescana locale è stata uno scossone per i grossetani. Non solo per chi le vive accanto...