venerdì 7 maggio 2021
INFOSFERA HABITAT DELLA POST MODERNITA'
domenica 18 aprile 2021
IL CORAGGIO DI RISORGERE
giovedì 8 aprile 2021
ENTRARE NEL SEPOLCRO
I.
La strada che vi conduce è un deserto. Un vento asciutto e carico di sabbia ci costringe a tenere gli occhi chiusi e a guardare appena dentro, mentre il nostro passo, incerto, indugiando affonda. Senza occasione di riparo avverti di essere entrato in una prova dove tutto il tuo corpo ne è coinvolto.
Nel deserto tutto scolorisce e perde valore. Riferimenti cartesiani, direzione e misure decadono per lasciare spazio ad un orizzonte indefinito. In questa nuova "economia", dove ogni bagaglio che avevi come inutile zavorra diventa un peso, lasci andare le tue difese ed ogni sistema di protezione per giungere ad una condizione di essenzialità.
Quando fuori tutto è uguale, e tutto intorno a te, la patina di un grigio sipario copre la scena, sei costretto a ri-volgere lo sguardo per scoprire ad ogni passo chi sei veramente. E, in un incedere lento, inizia un viaggio interiore verso le radici della tua vera essenza che ti porta a scoprire quel dolore e la sua origine profonda.
II.
Scoprire la ferita primordiale vuol dire comprendere dove è accaduta l'esperienza del mancato amore per andarla a soccorrere adesso. La coscienza risvegliata soccorre senza limiti di tempo e di spazio. Possiamo guarire in un' altra, unica dimensione, quella dell' amore.
Nell' economia dell'amore ogni attimo è quello giusto per andare a coprire una mancanza e, quando questo avviene, puoi avere la sensazione di non essere mai stato solo su quella strada, anche se guardando indietro vedi solo le impronte di due piedi.
Quel bambino ferito ora ha la possibilità di essere curato. E il momento di soccorrerlo, di dedicargli più attenzione. E quella cura amorevole, rigenerandoti qui ed ora, cambia anche i tuoi rapporti con gli altri, ottenendo una trasformazione, una guarigione del mondo.
III.
Il dolore da fuori genera sguardi di cauto distacco misto a falsa pietà, entrambi figli della paura. Bisogna entrarvi in punta di piedi. Meglio sarebbe lasciare parlare il silenzio.
Differentemente, chi lo vive in prima persona impara a volergli bene e ad attraversarlo, e mai evitarlo. Se, nello spirito di comunione dei beni del mondo, di ogni cosa creata non dovremo sentirci proprietari, questo non accade per il dolore. Il dolore è l' unica cosa che davvero ci appartiene, l' unica esperienza della quale sentirci gelosi proprietari per entrare con esso in quella "confidenza" che davvero ci guarisce.
Comprendi che il tuo sepolcro, e il sepolcro del mondo sono la stessa cosa. Il luogo dove ll tuo orgoglio muore, il momento dove il tuo io si spegne, è il tempo dove l' uomo vecchio, ha lasciato, piegate, le bende, il "sudario" di ogni suo impulso di autoaffermazione.
Allora la pietra spalancata sul nuovo orizzonte aprirà a noi nuovi panorami e dentro e fuori spirerá il vento di ri-nascita dell'uomo Nuovo.
domenica 4 aprile 2021
L' ALBA DELLA RIVOLUZIONE
sabato 27 marzo 2021
ABBATTERE I MURI INTERIORI
Nelle dinamiche relazionali e sociali, possiamo sempre notare la presenza di una doppia tendenza nell'uomo che rivela una certa ambiguità. Da un lato una pulsione come desiderio di libertà, per l'avventura, i viaggi, sete di conoscenza, socialità in genere. Dall' altro una spinta alla chiusura, come ad evitare una libertà, che comporta comunque responsabilità, per contrabbandarla con la propria sicurezza.
I.
L' uomo si è da sempre dovuto confrontare con questi due atteggiamenti. Prima del Covid un diverso approccio al grande problema dell' immigrazione, ci ha mostrato posizioni di chiusura verso lo straniero, che potremo indicare come più sovraniste, confrontarsi con altre più aperte e più tolleranti. Le prime vedevano lo straniero come un intruso, un diverso e quindi una minaccia alla sicurezza. Le seconde in un'ottica di necessità di integrazione e di fratellanza mostravano il desiderio di rompere davvero quei confini aperti già dal processo di globalizzazione in corso.
II.
Ma, a ben vedere, le barriere geopolitiche che nelle buone intenzioni dei governi sembrano voler cadere, non sono le uniche. Esiste anche un "sovranismo" psicologico che trova fondamento e verità nelle inclinazioni innate che l'uomo fin dai tempi dei tempi cova dentro di sé. L' essere umano è sempre stato tendenzialmente timoroso della propria incolumità e quindi propenso a costruirsi sistemi di difesa e confini di protezione. Il sopraggiungere dell' epidemia, ancora oggi drammaticamente presente, sta accentuando e riattivando la tendenza a costruire questi "muri". Si sono aperti scenari nei quali anche gli amici, i familiari o le persone più vicine possono potenzialmente rappresentare un pericolo. Merito di un nemico intruso, invisibile, presente in ogni luogo che mette sotto scacco ogni sistema difensivo più organizzato.
III
Il distanziamento sociale, necessario provvedimento di disciplina, ha in tal modo portato al consolidamento dei confini, alla chiusura al posto dell'apertura, alla scissione piuttosto che all'integrazione. Le misure di sicurezza estreme imposte hanno compresso ulteriormente le libertà individuali. Qui qualcuno ha visto lo spettro di una minaccia totalitaria di un nuovo potere fondato sul controllo biopolitico della vita. Ma sarà davvero così? Io credo che dovremo leggere e soprattutto imparare da questa lezione (quella della pandemia). Intanto che la libertà a cui ci riferiamo, quella che riteniamo di aver perso con le restrizioni non deve avere quel carattere vacuo ed ideologico come sembra invece venire intesa. Talvolta come una proprietà individuale, una cifra arbitraria per fare ciò che è nel nostro tornaconto. Nella rinuncia al suo esercizio non è in gioco un nostro sacrificio, né una vocazione alla penitenza, ma l'idea profonda che nessuno si può salvare da solo. Ecco che la chiave di interpretazione della libertà sembra presentarsi davanti a noi nell'unica parola : "solidarietà". Senza la parola "carità" 《...》e senza la parola amore, diceva Pasolini le parole "fede" e "speranza" restano parole informi e cieche. Ne viene che il fondamento di ogni relazione civile sono le parole "accoglienza" " ospitalita", "fratellanza". Queste riflessioni che mettono a fuoco la stretta relazione esistente tra la dimensione psichica e quella antropo-sociologica del mondo dimostrano anche che si può contribuire al cambiamento sociale economico e politico partendo dal cambiamento interiore. Sono anche convinzioni che costituiscono la base teorica di un grande lavoro che da più di venti anni a questa parte sta facendo il movimento Darsi Pace . Un movimento creato da Marco Guzzi , nato come laboratorio di trasformazione interiore che coinvolge molti iscritti/praticanti nel lavoro di preparazione, studio per un cambiamento interiore e del mondo. Abbattere i muri interiori per abbattere i muri esteriori.
"PAZIENTI" NELL' ASCOLTO
I.
In seguito, ed ora, in modo ancora più accentuato nell'epoca post-Covid, sono le immagini, e quindi l' occhio, l'organo che prende il sopravvento, aiutato da strumenti sempre più precisi che anche a distanza colgono dimensioni millimetriche di un "ospite sgradito" talora allarmando immotivatamente. Accade che il medico prescrive il farmaco per telefono non auscultandoti, ma, talvolta solo ascoltandoti attraverso una cornetta, o meglio dire una rete telefonica. Il rapporto diventa sempre più distaccato, direi "etereo". Come dobbiamo leggere questo distanziamento che qui, a differenza di quello sociale volto a prevenire il contagio, ci allontana da chi è preposto a curarci. Forse ci richiama e ci invita ad una maggiore attenzione, ad una "gestione" più autonoma della nostra salute. Una sorta di ascolto accogliente del proprio corpo e delle proprie cellule per capire se ne stiamo ab-usando per ricondurci ad una sensibilità che ci appartiene. Chi più di noi può con un' attenta autosservazione percepire i propri stati di malessere.
II.
Spesso invece dal primo contatto col medico si avvia un percorso standard di indagine, consultazione, classificazione, che coinvolge più specialisti, per ottenere una diagnosi. Ogni operatore coinvolto si pre-occupa, per le proprie competenze, dell'organo interessato come se fosse slegato da tutte gli altri e dal resto delle funzioni organiche. Un giorno non saremo più noi a dover parlare per descrivere i sintomi a qualcun altro, ma saranno loro stessi a darci i suggerimenti giusti. Indicazioni a metà tra risoluzione cosciente ed intuizione. Quanto é innato in noi emergerà sempre di più facendoci percepire la stretta connessione tra corpo, mente e spirito. Quando conosceremo la corrispondenza di ciascun organo ad un preciso sentimento di bassa energia ne avvertiremo la suscettibilità e comprenderemo che quando subiamo un forte stress e non riusciamo a smaltirlo, tutto il carico di quell'emozione potrebbe andare a gravare sull'organo per generare vere e proprie patologie fisiologiche.
III.
Esiste un collegamento sottile tra i sentimenti di rabbia, di paura, di odio e l'organo corrispondente che può aiutarci con un attento e PAZIENTE ASCOLTO a scoprire la nostra ferita primordiale e in un atteggiamento accogliente e benevolo contribuire alla sua guarigione.
domenica 14 marzo 2021
OMEOPATIA DELLA SALVEZZA
Tutti noi cristiani in cammino sentiamo una forte attrattiva per Gesù Cristo, ma esprimiamo a volte, come Nicodemo, una fede solo a livello intimistico e mai rivolta all 'esterno. Non tendiamo ad esporci in pieno, schierandoci apertamente per diventarne autentici testimoni. Una condizione, questa, che non realizza la pienezza delle indicazioni di Gesù Cristo. La superficialità insita in questo comportamento ci porta a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto e a lamentarci anche quando le cose vanno bene.
FRANCESCANITÀ
La notizia del ridimensionamento della fraternità francescana locale è stata uno scossone per i grossetani. Non solo per chi le vive accanto...
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Penso che la memoria sia la dimensione antropologica fondamentale per non dire cruciale della vita. La memoria è uno scrigno prezioso capac...
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"La vera funzione dell'Arte e della cultura è l'orizzonte, non il recinto" Preambolo Appena ieri l'altro si è conclusa...
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Il 21 marzo scorso, presso la sede dell’ANCE (L’Associazione delle Imprese Edili e Complementari della Provincia di Grosseto), si è svolto u...






