domenica 8 maggio 2022

CREDERE NEL TRAGUARDO È REALIZZARLO

"Realizzare un progetto è avere sempre avanti il traguardo".

Questo ha dichiarato Don Enzo Capitani (nella foto) ieri all'apertura della stagione di "Luci nel Parco"il bio-ristorante dell'area Ex Enaoli che fa parte di un più ampio progetto di sostenibilità.
Il progetto è stato ideato da Fondazione Etica e supportato da Caritas, Regione Toscana e Confindustria. 
Partendo dalla rigenerazione di un immobile pubblico in disuso all’interno del Parco naturalistico della Maremma, avviando tre attività con finalità di promozione sociale e di sviluppo economico: una bio-osteria, una sala prove per fare musica, una scuola di innovazione.
"Il nostro obiettivo è quello di produrre un beneficio per l’intera comunità".-hanno dichiarato i promotori.
Tanto merito va agli ideatori e ai sostenitori che ci hanno visto davvero lungo, guardando e mettendo davanti a sé il traguardo, tanto da farlo diventare il fiore all'occhiello della sostenibilità preso come esempio da altre realtà (vedi quella dei quartieri spagnoli di Napoli).
Con il progetto Luci nel Parco
Si è puntato a creare occasioni di emancipazione e riscatto  attraverso l’inserimento lavorativo nel settore turistico e la promozione del territorio e del patrimonio di arte, di persone meno fortunate garantendo, nell'ambito della ristorazione il percorso a chilometro zero grazie alla collaborazione delle aziende locali.

Don Enzo Capitani ha dichiarato

"Rendere virtuoso un progetto sociale vuol dire cominciare a parlare di delocalizzazione della povertà.
La povertà non deve essere appannaggio delle figure istituzionalmente deputate ad occuparsene(Società della Salute, Coeso, assistenti sociali Caritas).
Questa strada, diciamo dagli anni 70,  ha portato a curarci del sociale con tante barriere, difendendo i ruoli cosituiti, dicendo che i "professionisti della povertà" sono loro che ci mettono o ci devono mettere le mani.
Non funziona proprio così!
La povertà è nella società, nella comunità ed è la comunità stessa a  doversene fare carico e quindi vedere lo sviluppo della persona come lo sviluppo del modello sociale e quindi della comunità.
Per cui esiste un progetto "con" e non un progetto per.
Dobbiamo mettere davanti a noi il traguardo che vuol dire camminare verso qualcosa da raggiungere anche se ci saranno delle fermate ed anche delle cadute durante il percorso"



https://www.lucinelparco.it/

sabato 30 aprile 2022

QUANDO IL LONTANO È DENTRO DI NOI

Lo spazio e il tempo, il reale e il sogno si confondono nelle sfumature dei ricordi. 

Fotogrammi di vita vissuta ripercorsi con trasporto emotivo modellano il presente riaprendo nuovi varchi nell'esistenza. 

Luoghi lontani, adesso, modellano nuove geografie interiori dove tutto assume la fisionomia di una  dimensione meno condizionante, più libera.

Ecco che la memoria, rievocando esperienze propizie, ma anche cruciali, diventa sorella della nostra guarigione, accompagnandoci in un percorso di autoconoscenza formidabile capace di rompere ogni geometria imposta dall'illusoria apparenza della materia.

Il mondo cambia attraverso le immagini che ci giungono da un altrove che la memoria fa riemergere.

Allora non esistono più regole imposte, condizionamenti e cornici. Lo spazio è un'enorme raffigurazione del possibile che abita dentro le nostre cellule.


domenica 24 aprile 2022

L'OTTAVO GIORNO-LA SETTIMANA ETERNA

"Tendi la tua mano e mettila nel mio fianco...."

Prima di tutto c'è il silenzio. 

Otto giorni. Un bel numero. 

Se lo rovesciamo diventa infinito.

Coricato, sdraiato come il Cristo deposto, l'ottavo giorno diventa un giorno eterno, oltre il ripetersi delle settimane, ci fa sentire sprofondati in "questa" lunga settimana che è la vita nella quale la nostra fede rimane appena un flebile balbettío fino all'ottavo giorno. 

Abbiamo bisogno di silenzio 

Abbiamo bisogno anche di toccare, avere il contatto fisico come gesto innato di "comprensione", a volte per prendere, talvolta comprendere, spesso solo con la mente e non con il cuore. 

Di base permane un difetto di fiducia e di fede che connota il nostro gesto a noi utile solo per toglierci la curiosità e fugare il dubbio.  

Dovremo toccare per abbracciare, per curare, prenderci cura. Dimostrare di voler partecipare al dolore di una ferita per condividerne il disagio facendoci carico di parte  del suo carico di sofferenza.

Si può ancora farlo, giunti all'ottavo giorno, anche quando le porte (del dolore) sono chiuse, quando le nostre ali sono chiuse. 

E così dire la verità, testimoniarlo non è ancora condividerla.

Dovremo, ciascuno di noi, vivere l'esperienza del Risorto personalmente come Tommaso. 

A che valgono le dichiarazioni di altri anche se vicini al Maestro.

Gesù parte da lui, dal suo cuore e dal cuore di tutti gli "increduli" prendendo sul serio la vita di fede di ogni persona.

Gesù può chiedere a Tommaso di credere perché Lui il Maestro ha creduto al modo di cercarlo del suo discepolo. Solo se siamo creduti possiamo credere.

Solo se abbiamo fatto l’esperienza di essere amati possiamo amare.

Così è il credere che permette di vedere, non è vero il contrario.

( Immagine del dipinto: Tommaso-l'incredulo Caravaggio)

sabato 16 aprile 2022

IL VIAGGIO È UNA VISIONE

Viaggiare non è solo invito alla conoscenza, apertura alle culture, ma anche programma terapeutico, visione sul destino, tanto che in ogni incontro puoi avvertire un sottile segnale interiore capace di sostenerti durante il cammino, spesso faticoso. 

A volte si viaggia per fuggire da qualcosa, come atteggiamento estremo di autodifesa. 

Non è il caso del protagonista di questo libro-diario che l'autore, memore delle sue esperienze in Erasmus, ha trasmesso nel testo  cercando, dapprima, di cogliere il senso della propria esistenza in una Firenze che sembra non far più risuonare i propri desideri, e poi aprendosi all'esperienza dei viaggi di istruzione e di lavoro all'estero, come ad una chiamata dello spirito.

Dal suo lavoro di traduttore, ma soprattutto dall'esperienza del viaggio nasce la sua vera indole di scrittore.

Allora tutto ti parla e diventa simbolo, perfino un semplice berretto immancabilmente dimenticato su una panchina o sopra il bancone di un bar. 

Tutto è evocazione.

Le camminate solitarie nella cornice della natura, le meraviglie architettoniche delle capitali europee, tappa dei suoi frequenti spostamenti, diventano fedeli interlocutori dell'anima capaci di recuperare il senso di una vita che si perde nella decadenza dei costumi dei popoli, nell'abbandono delle periferie dei cosiddetti civili centri cittadini.

Allora il viaggio diventa anche ricerca di una spiritualità assopita, ma soprattutto desiderio di amore come punto di arrivo, consolidamento di un unione tanto desiderata quanto poi delusa da un destino implacabile.

giovedì 14 aprile 2022

AUTORI ALTROVE

Davvero Eva Milan (nella foto) è una figura che si pone oltre il tempo e fuori da ogni cliché. Lei stessa ha dichiarato, stasera, di essere "altrove".

Lo ha dimostrato raccontando, con pacata loquacità, le innumerevoli esperienze che hanno caratterizzato la sua vita, dagli impegni come attivista dell'informazione indipendente, a collaboratrice di organizzazioni no profit e di giornalisti freeelance italiani ed internazionali.

"Dapprima- ci ha spiegato- anche i canali del mainstream  (RAI) ricorrevano alle nostre sobrie fonti di notizie prelevate direttamente senza mediazioni da inviati sui posti caldi."

"Oggi, nella notte tra14 e il 15 Aprile, - spiega Eva- tra l'altro, abbiamo scoperto essere giorno di ricorrenza della scomparsa di un grande giornalista indipendente,Vittorio Arrigoni

Vittorio, che aveva al suo attivo numerose attività nei territori più caldi del mondo, è caduto vittima di un agguato, proprio 11 anni orsono. 

Il giornalismo indipendente trae la sua autorevolezza da un sistema che vede un rigore etico e una preparazione di base che non è più riscontrabile in chi oggi ci propone la "notizia"

Col tempo però questa attività autonoma di ricerca delle fonti è stata progressivamente contenuta dai canali ufficiali fino ad arrivare al suo annichilimento.

Gli inviati indipendenti disconosciuti ed abbandonati al rischio quotidiano di perdere la propria vita come è accaduto nei fatti a Vittorio Arrigoni.

Eva, nel suo excursus narrativo, come esperta di media e comunicazione ci ha deliziato con la sua analisi storica molto minuziosa, che ha fatto emergere verità profonde tra le quali quella di come l'avvento della rete internet, che ha rivoluzionato il mondo della comunicazione, possa essersi rivelato strumento formidabile di consolidamento del capitalismo. 

Oggi con il pretesto della presentazione del suo romanzo-saga "Nemesis" il dialogo ha potuto spaziare libero per toccare tutti questi argomenti, e tematiche molto di attuali. Situazioni evolutive della tecnologia legate all'espressione della libertà.

Le stesse che nella stesura del suo testo-ha spiegato Eva-sembravano futuribili e che poi si sono attualizzate con un'accellerazione imprevedibile per diventare un presente soffocante come quello dell'era pandemica e di una paventata guerra planetaria. 

Sono molto contento di avere incontrato e conosciuto Eva Milan. Eva è una persona vera, con ideali nobili e dalle idee indipendenti, una scrittrice fuori dagli schemi ordinati da un'editoria autoreferenziale, ed anche una cantante che ha voglia di far sentire la sua voce incorrotta tra le tante voci plagiate dal sistema.

Grazie Eva

domenica 10 aprile 2022

LA GUERRA DI SEMPRE

Questo piccolo ramoscello rappresenta il desiderio, già presente in noi, di giungere ad un'autentica pace del cuore. 

Poter abbandonare tutti quei piccoli pregiudizi, quelle disposizioni interiori, figlie di un insano orgoglio, che ancora ci vedono, nostro malgrado, attaccati al nostro io. 

Da qui dovrà partire la pace !

Quella vera. 

Quella che tanto invochiamo, talvolta, agitando come una bandiera il vessillo ipocrita delle nostre nostre manipolate convinzioni.

Così sarà come soffiare su quel vessillo un vento nuovo.

Abbassare le difese per alzare lo sguardo per vedere che qualcosa si muove già anche fuori di noi. 

Solo allora, i gelidi ghiacciai delle ferme convinzioni cominceranno a gocciolare timidi rivoli. 

L'immobile sabbia delle fangose e inconcludenti trattative diventeranno humus di terra fertile. 

I baluardi di cemento delle nostre chiusure cadranno per lasciare il posto a morbidi teli di tenda.

Questa è la nostra speranza e anche il mio augurio. 


BUONA DOMENICA DELLE PALME

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domenica 20 marzo 2022

CERCARE LA PACE

Meditare la pace, contemplare la pace. Quanti modi esistono oggi, sia nel linguaggio che nei fatti, per declinare questo stato, questa condizione del vivere umano.Tanti davvero, ma nessuno sembra portare ad una vera realizzazione, ad una compiutezza del suo senso. Parole, buone intenzioni e proclami sembrano cadere e perdere consistenza, sciogliendosi in un atteggiamento difensivo che l'uomo, mosso da un inevitabile automatismo, fa configurare, il suo, come un atto bellico. Questo per la presenza di sentimenti di rabbia e di paura che lo accompagnano.

Credo che l'unico atteggiamento di pace sia quello di non difendersi.
Condizione molto difficile da raggiungere proprio per la tendenza dell'uomo a respingere l'alterità, per la sua predisposizione a farsi coinvolgere in un meccanismo di difesa, ricorrendo a moti violenti.
Cosí parole, proclami e belle
intenzioni sembrano cadere deludendo ogni aspettativa. Vediamo spesso, intorno a noi, dichiarazioni, prese di posizione "contro" un'alterità che a ben vedere si fondano meramente su appartenenze ideologiche.
Allora pace diventa un termine
abusato, talvolta il pretesto di una propaganda e vessillo multicolore da esporre sui balconi o sventolare nelle piazze.
Un inno cantato ma poco praticato.
Credo che per aspirare ad un'autentica pace  quindi dovremo ripartire da noi stessi dalle nostre distorsioni più profonde, dai nostri atteggiamenti tendenziali e fondamentali costruiti nel tempo e diventati uno zoccolo duro.
Ammorbidire questa  consistenza è un lavoro certosino e costante da eseguire ogni giorno. Ciascuno di noi, guardando criticamente i propri ambiti relazionali può giungere pian piano a  scardinare questo meccanismo.
La guerra non è quella delle armi, almeno non solo. Quella è solo una sua espressione forse quella più cruenta e crudele. La guerra parte già nel microcosmo delle nostre quotidiane relazioni, in famiglia, in ambito lavorativo, nei condomini.
Ecco perché dovremo educare alla pace solo educandoci alla pace.
E solo ottenendo la pace individuale, quella interiore, potremo arrivare alla pace collettiva.  

FRANCESCANITÀ

La notizia del ridimensionamento della fraternità francescana locale è stata uno scossone per i grossetani. Non solo per chi le vive accanto...