domenica 10 aprile 2022

LA GUERRA DI SEMPRE

Questo piccolo ramoscello rappresenta il desiderio, già presente in noi, di giungere ad un'autentica pace del cuore. 

Poter abbandonare tutti quei piccoli pregiudizi, quelle disposizioni interiori, figlie di un insano orgoglio, che ancora ci vedono, nostro malgrado, attaccati al nostro io. 

Da qui dovrà partire la pace !

Quella vera. 

Quella che tanto invochiamo, talvolta, agitando come una bandiera il vessillo ipocrita delle nostre nostre manipolate convinzioni.

Così sarà come soffiare su quel vessillo un vento nuovo.

Abbassare le difese per alzare lo sguardo per vedere che qualcosa si muove già anche fuori di noi. 

Solo allora, i gelidi ghiacciai delle ferme convinzioni cominceranno a gocciolare timidi rivoli. 

L'immobile sabbia delle fangose e inconcludenti trattative diventeranno humus di terra fertile. 

I baluardi di cemento delle nostre chiusure cadranno per lasciare il posto a morbidi teli di tenda.

Questa è la nostra speranza e anche il mio augurio. 


BUONA DOMENICA DELLE PALME

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domenica 20 marzo 2022

CERCARE LA PACE

Meditare la pace, contemplare la pace. Quanti modi esistono oggi, sia nel linguaggio che nei fatti, per declinare questo stato, questa condizione del vivere umano.Tanti davvero, ma nessuno sembra portare ad una vera realizzazione, ad una compiutezza del suo senso. Parole, buone intenzioni e proclami sembrano cadere e perdere consistenza, sciogliendosi in un atteggiamento difensivo che l'uomo, mosso da un inevitabile automatismo, fa configurare, il suo, come un atto bellico. Questo per la presenza di sentimenti di rabbia e di paura che lo accompagnano.

Credo che l'unico atteggiamento di pace sia quello di non difendersi.
Condizione molto difficile da raggiungere proprio per la tendenza dell'uomo a respingere l'alterità, per la sua predisposizione a farsi coinvolgere in un meccanismo di difesa, ricorrendo a moti violenti.
Cosí parole, proclami e belle
intenzioni sembrano cadere deludendo ogni aspettativa. Vediamo spesso, intorno a noi, dichiarazioni, prese di posizione "contro" un'alterità che a ben vedere si fondano meramente su appartenenze ideologiche.
Allora pace diventa un termine
abusato, talvolta il pretesto di una propaganda e vessillo multicolore da esporre sui balconi o sventolare nelle piazze.
Un inno cantato ma poco praticato.
Credo che per aspirare ad un'autentica pace  quindi dovremo ripartire da noi stessi dalle nostre distorsioni più profonde, dai nostri atteggiamenti tendenziali e fondamentali costruiti nel tempo e diventati uno zoccolo duro.
Ammorbidire questa  consistenza è un lavoro certosino e costante da eseguire ogni giorno. Ciascuno di noi, guardando criticamente i propri ambiti relazionali può giungere pian piano a  scardinare questo meccanismo.
La guerra non è quella delle armi, almeno non solo. Quella è solo una sua espressione forse quella più cruenta e crudele. La guerra parte già nel microcosmo delle nostre quotidiane relazioni, in famiglia, in ambito lavorativo, nei condomini.
Ecco perché dovremo educare alla pace solo educandoci alla pace.
E solo ottenendo la pace individuale, quella interiore, potremo arrivare alla pace collettiva.  

sabato 19 febbraio 2022

IL LIBRO - UN LINGUAGGIO CHE CURA

Quando stai leggendo un libro non puoi dire a chi ti osserva, a volte con sguardo interrogatorio, che hai da fare o che sei occupato, a meno che sei un addetto o lo fai per mestiere. 

La lettura, quella di un testo librario non è un'occupazione, semmai una pre-occupazione per chi, sempre in movimento, anche solo per tener lontani i pensieri fino a qualificare questa irrequietezza come una forma di psicosi, considera lo "star fermi", con lo sguardo puntato sulla pagina- esso stesso- uno stato patologico. 

Allora i malati siamo noi.

Se immergersi nella lettura, sentire il richiamo della cellulosa è una malattia, non voglio avere anticorpi, o forse averli solo per quelle letture stantie di chi scrive solo per scrivere. Per quella letteratura omologata da un mercato sempre più condizionante.

Non voglio nemmeno evitare i luoghi affollati (di libri beninteso) gli unici posti, le biblioteche, dove l'assembramento silenzioso dei testi ti restituisce la pace interiore. Dove uno scaffale o una mensola diventa una finestra che si affaccia su un bosco. Sentire la genealogia del libro fino ad arrivare a ritroso dentro la linfa che dà vita all'albero per scoprire così che a poco stai guarendo.

Leggere così può diventare terapeutico.



Il suo effetto è però, nell'istante, invisibile.

È un dinamismo curativo omeopatico che si realizza nel paradigma energetico, perché non si avvale della chimica ma della forza del simbolo o se vogliamo dell' elettromagnetismo. 

Quantunque mi dovessi ammalare di alcune parole (ci sono vocaboli espressi in modo così espressivo) capaci di aprirmi ad estetiche ed estatiche immagini, sarei nello stesso istante "contagiato", ma anche immediatamente proiettato in un percorso di lenta ma sicura guarigione. 

Credo fermamente che ogni dose assimilata dalla lettura, ogni parola-immagine sia capace di creare in noi una risonanza tale da mettere in moto questo dinamismo curativo che dalle parole lette si trasforma in linguaggio.

Questo linguaggio, come un balsamo, torna sulle nostre "ferite" e a un livello più profondo guarisce.

domenica 9 gennaio 2022

OSSERVA E GUARISCI

Mi ha sempre affascinato il dualismo onda-particella.

Louis De Broglie nel 1924 ottenne questa "equazione" utilizzando la famosa equivalenza di Einstein E=mc2, e dimostrando in tal modo che le particelle potevano essere pensate come onde. 

Le particelle quindi non sono realmente delle "cose" cosí come normalmente possiamo intenderle, ma molto di più. 

La visione del mondo secondo la fisica moderna (quantistica) è quindi quella che in un certo senso mi rassicura di più, donandomi conforto e pace interiore, rispetto ad una visione classica della creazione, di un mondo fatto di materia inerte e stabile.

Ogni oggetto materiale dal più grande, al più piccolo, scendendo fino alle dimensioni sub-atomiche si esprime, e quindi si rende concreto, non solo attraverso i sensi ma attraverso un'energia sottile delle proprie parti infinitesimali (atomi) emettendo onde-luce (fotoni).

Questi due modi di esprimersi, strettamente correlati, sembrano escludersi a vicenda nel momento in cui interviene la funzione di un osservatore esterno.

Chi sono gli osservatori?

Gli osservatori siamo noi, siamo io e te.

Le persone che osservano possono quindi intervenire in modo cruciale nella definizione della realtà modificandola. E questo anche esercitando un pensiero, parlando, pregando, meditando, contemplando. 

Quanto prima era solo "sapere" di tradizioni millenarie e appartenente ad una cosmologia mediorientale tradizionale ora è diventato patrimonio di conoscenza globale in quanto risultato di evidenze scentifiche. Così-

Mi fa piacere capire che :

Ogni volta che mi trovo davanti ad una persona posso con lei interagire a livello energetico e che quando percepisco un certa empatia è perché qualcosa sta accadendo e ri-suonando a pari livello. 

Mi fa piacere constatare che

attraverso lo stesso livello nella dimensione dell'intuizione posso conoscere il corso degli eventi anticipandone l'accadimento. 

Mi fa piacere sapere

che sia le distanze che il tempo non contano perché una parola, un pensiero benevolo, una preghiera possano avere i loro esiti positivi perché viaggiano attraverso canali che non sono misurabili. 

Mi fa piacere intendere nel profondo

che quanto emerso da tutte queste scoperte riporti in superficie la dimensione spirituale dell'uomo tanto trascurata in questi tempi perché pervasi da espressioni esclusivamente materialistiche.

Una tendenza che sta complicando ed aggravando la cecità di un mondo ipnotizzato e sempre più malato.

Il recupero del valore della dimensione spirituale credo possa rappresentare un primo vero passo per poter innescare un "ritorno" da questo incedere vertiginoso verso il collasso di un'umanità disorientata e bisognosa di un nuovo slancio creativo.

Il Cielo è un regno di possibilità di potenzialità e di visioni.

La Terra è un regno di forme manifestate in un luogo è in un tempo.

Ma non esiste separazione tra Cielo e Terra.

martedì 4 gennaio 2022

OLTRE LA PARALISI-RINNOVARE LA PSICHE

Ogni autentico approccio per la risoluzione di una patologia che minaccia la società umana deve prevedere in primis una sua comprensione attraverso lo smascheramento di alcuni atteggiamenti ad essa collegati. 

Dovremo essere capaci di riconoscere,tra questi, quelli presi come eredità di una modalità antropocentrista, androcentrista o patriarcale. Questi possono condizionare e influenzare la nostra percezione e arrivare a bloccare il nostro vero cammino di "guarigione".

Potremo sentirci impotenti di fronte ad una struttura, quella di un sistema, potente e oltremodo dominante ed avvertire come un blocco paralizzante.

La nostra "impotenza" è un qualcosa che ci impedisce di realizzare con pienezza sia il "potere dall'interno" ( potenzialità creativa della nostra visione) sia il "potere-con" (capacità di agire di concerto con gli altri).

Lo psicologo Michael Lerner ha studiato a fondo il fenomeno dell'impotenza notando come le persone siano portate tendenzialmente a strutturare la propria incapacità di fronte ai propri obiettivi e a considerarla come un dato incontrovertibile, arrivando a compiere gesti che confermano tali convinzioni. 

Lerner non nega la presenza di fonti esterne o oggettive di impotenza, ossia gli strumenti con cui le strutture politiche, economiche e sociali impediscono agli esseri umani di mettere in pratica le loro potenzialità e di realizzare il cambiamento. 

Indubbiamente esistono, ma sono acuite dall'impotenza interiorizzata (in eccesso).

Tutto questo può impedire oggi un' autentica trasformazione a livello globale.

La nostra impotenza è come una prigione costruita nella psiche che l'epoca moderna, attraverso il meccanismo del consenso, ha costruito facendoci accettare passivamente un "ordine stabilito".

L' ordine patriarcale incarnato nel  capitalismo globale corporativo si fa forte di questa incapacità, di questa impotenza interiorizza.

Ma quale sono le dinamiche di questa impotenza ? 

Secondo Roger Walsh il buddhismo classico fornisce un'analisi della patologia individuale e sociale che può aiutare a comprendere le sue dinamiche. 

Tutte le forme patologiche sono divise dal buddhismo in tre categorie di veleni :

avversione- dipendenza-illusione. 

La prima, l'avversione, può manifestarsi in diversi modi: elusività compulsiva, rabbia, paura, atteggiamento difensivo, aggressività. 

Quando assune la forma della paura, l'avversione si concretizza in due modalità tipiche dell'impotenza interiorizzata: la "negazione" e l'oppressione interiorizzata. 


La negazione prevale tra quei soggetti che stanno al potere. 

Una delle "letture" del film "Don't look up" in circolazione oggi sulle piattaforme è proprio questa. Negare il pericolo suggerendo di non guardarlo in faccia. 

Solo così potremo escluderne l'esistenza. Non guardare in alto. Non guardare il Cielo, e abbassare lo sguardo in segno di sottomissione.

L' oppressione interiorizzata, al contrario, si riscontra soprattutto in chi subisce gli effetti diretti dell'impotenza strutturale.

Guardate la situazione odierna e traete le vostre conclusioni. 

La "dipendenza", come un qualcosa di ampia accezione, comprendendo qualsiasi forma di avidità e di attaccamento, si ricollega all'avversione essendo un altro modo per nascondersi o sfuggire alle proprie paure o per riempire un vuoto di una vita vissuta nell'illusione con qualcosa che allevi il dolore della mancata speranza. 

La forma forse più dura di impotenza interiorizzata è l' illusione della disperazione.

Si comincia a percepire il mondo com'è privo di speranza e quindi il cambiamento come una  cosa impossibile 

Comprendere ed analizzare in noi questi aspetti della psiche ci può aiutare, in un percorso di autoconoscimento, a fare un primo passo capace di proiettarci, con la consapevolezza delle proprie capacità, in uno scenario più ampio per poter uscire finalmente dalla gabbia imposta dal sistema

sabato 1 gennaio 2022

 GPI -Genuine Progress Indicator- UN PARAMETRO INTELLIGENTE

Crescere, devi crescere, bisogna crescere !!

Il paradigma sembra essere ancora quello. Come una voce incessante sentiamo ripetere fuori e dentro di noi il mantra che tutto genera e sostiene.  

Dal punto di vista fisico ed antropologico potremo essere anche d'accordo, anche se ogni individuo sembra seguire un suo percorso con i tempi connaturati alla sua identità genetica.

Se spostiamo lo sguardo, invece, all'ambito economico tutto cambia. 

Rimanere nell'unico e consumato schema quello del PIL come indice di analisi della crescita economica può essere riduttivo se non fuorviante. Calcolare la crescita basandosi sul criterio del PIL può essere fallace.

Il PIL rappresenta il valore complessivo dei beni e dei servizi prodotti e comprende tutte le attività economiche in cui è previsto l'uso di denaro. In base a questo anche i lavori per abbattere una foresta vergine sono ugualmente conteggiati nel PIL ed interpretati come benefici economici.

Paradossalmente, altre attività che non prevedono l'uso del denaro come l'agricoltura di sussistenza, il volontariato o l'educazione dei figli non sono invece conteggiate.

Conta guidare un'auto per un chilometro, molto più che percorrere la stessa strada a piedi o in bicicletta anche se queste due attività non generano costi ambientali.

In sostanza il PIL valuta positivamente attività che distruggono la vita, mentre tante altre che la promuovono rimangono invisibili.

La "ricchezza" artificiale spesso si "produce" nascondendo i costi della devastazione della ricchezza reale del pianeta, che si tratti di foreste, di acqua, di aria o del terreno.

Ad esempio abbattere una foresta pluviale genera crescita, ma nessuno tiene conto dei costi della ricchezza perduta in termini di esseri viventi, aria, suolo e acqua prima alimentati da quell'ecosistema.

In base a questa analisi potremo dire che il PIL non è altro che una misura del ritmo con cui trasformiamo le risorse in rifiuti.

Il PIL ha introdotto queste distorsioni della realtà snobbando i valori etici che sono alla base della ricchezza reale creando capitale artificiale, astratto, morto sotto forma di denaro, comense prendessimo in "prestito" il benessere futuro di tutti gli esseri viventi per produrre un guadagno immediato per una piccola parte selezionata di umanità. 

Quale può essere una proposta alternativa per misurare correttamente la crescita ?

Da qualche tempo si sta facendo avanti la proposta di sostituire al PIL (Prodotto Interno Lordo) il GPI (Genuine Progress Indicator).

Indice di progresso effettivo.

Il GPI distingue tra attività che producono la vita e attività che la distruggono. La prime sono calcolate come produttive, le seconde come costi. In questo indicatore sono contemplate tutte le attività comprese che non prevedono l'uso di denaro. Ciò consente una valutazione più accurata del progresso economico reale : un progresso basato sullo sviluppo qualitativo più che sulla crescita quantitativa.

Dovremo riformulare concetti tradizionali come profitto, efficienza, produttività mettendoli in discussione ed impegnandoci a preservare la biodiversità e a prenderci cura della salute degli ecosistemi.

domenica 19 dicembre 2021

LA RIVEL-AZIONE È UNA SCELTA

Il Cristo può entrare nella tua carne corrotta e sanarla. Così come può sanare completamente il mondo in un unico Atto, l'atto di Fede che è un atto creativo.

Un atto che ri-genera da dentro rinnovandosi ogni volta. Con la sua reiterazione avviene da parte nostra un esperienza e quindi la "rivelazione". Con il nostro atto di fede rinnovato entriamo in un habitus e ci vestiamo da cristiani.

Con l'incarnazione il tempo si "compie" e si apre una nuova epoca quella dell' iniziazione cristologica.

Iniziare con Cristo è assimilare questa coscienza risanatrice.

Non è abbandonarsi in un assoluto lasciando a parte il mondo com'è, estraniandosene, ma partecipare alla sua redenzione diventando noi stessi degli altari dove si compie questo sacrificio, questo rendere sacro, questa trasformazione alchemica.

Sono davvero grato, come cristiano per questa "apertura", per questa sensibilità che mi fa intendere questo tempo di Avvento, e quindi percepire il Natale, dandogli il suo vero significato. 

Mi domando anche come, chi diversamente da me non detiene l'orientamento della tradizione cristiana, dicevo, come possa  percepire parole e  rivelazioni che accompagnano questi tempi di Attesa.

Quale effetto possa avere o produrre in loro.

Cosí la Rivelazione assume una dimensione di scelta  (di fede) e quindi un atto libero per impegnarsi spiritualmente.


Buon 🎅 Natale e Buona rinascita nel ❤

FRANCESCANITÀ

La notizia del ridimensionamento della fraternità francescana locale è stata uno scossone per i grossetani. Non solo per chi le vive accanto...