1. Odo spesso intorno a me moti di scoraggiamento, espressioni di malcontento, dichiarazioni negative, che se non vengono da persone che hanno già problemi psichici, sono quantomeno il risultato di una personalità disarmonica, in difficoltà, tendenzialmente autodistruttiva, in uno stato di coscienza alterato, amplificato oltremodo da questo nostro "tempo difficile".
Sapendo come attraverso un passaggio energetico possano trasferirsi questi umori da persona a persona e quanto sia importante imparare a mantenere una "centratura", mi viene comunque di ricondurre il pensiero di queste persone, il loro atteggiamento deviante, su un percorso di logica comprensione che si fa rivelatore dell' accadimento quale conseguenza diretta di un gesto.
2. Non so da dove mi arriva questo impulso a "compensare", questo precoce slancio all 'omeostasi dell'umore'. Penso che in quell'istante si faccia avanti in me una dimensione più sottile, il bisbiglío di un Altro, accanto, che suggerisce lo spunto a correggere il tiro e a mostrare, a far vedere, che quello che ci accade, è un effetto, una conseguenza dei nostri pensieri e quindi dei nostri gesti. Riportare dunque al "dentro" le cause che spesso imputiamo al mondo esteriore.
3. Questo proposito 'laico', che non ha bisogno di connotazioni ci convince che quasi sempre quello che ci è accaduto di negativo si poteva evitare con maggiori accortezze.
Ma qui credo ci sia qualcosa di più ! Una spinta energica combatte contro la tendenza ad annientare, decostruire, vedere l'imperfezione anche in quel luogo, il corpo, considerato da sempre il tempio dello spirito.
Avere questa visione che riconduce ogni volta all'equilibrio la tendenza, o il tentativo all'annientamento, è un poderoso sostegno. È la conferma di una silenziosa Presenza che sempre ci accompagna e ogni volta fa fiorire lo Spirito.
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