Si questiona tanto sul dopo. Su cosa saremo e quanto avremo tratto insegnamenti da questo tempo.
I.
Analisi economiche sociologiche, antropologiche, riempiono i dibattiti con commenti di studiosi, e non, sui network e sulla rete.
Aldilà degli aspetti relativi alla Sanità, dove penso dovremo saper trarre molte indicazioni per il futuro per le numerose prove di forza e spiegamenti di personale medico e strutturale che l'emergenza ha generato; indicazioni che dovranno renderci edotti su una migliore gestione del denaro pubblico, sarà comunque un percorso molto difficoltoso e lento, quello della ripresa, che sentirà gli affanni di una popolazione fiaccata e ai limiti dello stress.
II.
Un altro livello colpito pesantemente dimostra di essere già quello psicologico e spirituale.
Le restrizioni conseguenti l' emergenza, nel concreto il distanziamento, toccando la sfera relazionale ed affettiva potrebbero aver lasciato delle tracce anche sull'uomo come persona e non solo come produttore di reddito.
Se solo intravediamo, in questo passaggio epocale, la nascita di una nuova umanità, dovremo fare in modo che questo "passaggio", questa rinascita avvenga dall'alto.
III.
Ripartire da noi, dapprima dalla nostra ferita profonda; da qui fare il vuoto per ricominciare.
Ripartire da noi, non da quello che mi dice il telegiornale tutti i giorni, ingannandomi, o da una classe intellettuale mediocre che sforna romanzi o soggetti di cronaca dalla mattina alla sera, senza nessuno scopo conoscitivo. Ma dalla nostra frattura fonda. Questo punto ce lo abbiamo dentro.
Questo è il luogo del nuovo inizio il luogo dove creare il vuoto, lo spazio da dove poter ricominciare.
Sarà come ri-nascere.
Le ferite da cui partiamo diventano una "pedagogia" per portarci con umiltà a procreare una nuova realtà.
È una dinamica iniziatica che non ci viene né spiegata, né predicata da nessuno in modo credibile con un linguaggio contemporaneo.
Cit. Marco Guzzi
[...]Sto parlando del mistero cristologico, della nascita dell'anima della nuova umanità divinizzata.
Il vero unico problema della civiltà mondiale oggi è spirituale.
Se non scopriremo la bellezza e la potenza dell'iniziazione vera, a un nuovo livello di profondità, continueremo a declinare nella notte più oscura del mondo. E questo declino potrebbe durare anche secoli. Ma certamente sarà molto difficile fin quando gli esseri umani non entreranno dentro le esperienze iniziatiche della RINASCITA DALL' ALTO. [....]
mercoledì 25 novembre 2020
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