venerdì 20 febbraio 2026

IL PERDONO È UNA RIVOLUZIONE

L'incontro tra Priamo, re di Troia, e Achille, il più grande guerriero greco, rappresenta il culmine emotivo e la conclusione dell'Iliade di Omero (Libro XXIV). È una delle scene più celebri della letteratura occidentale, in cui il tema della guerra lascia il posto alla compassione, alla pietà e alla comune fragilità umana. 

I punti chiave del loro rapporto e dell'incontro:

• Il contesto: Achille ha ucciso Ettore, figlio di Priamo, per vendicare la morte del suo amato compagno Patroclo. Non pago, Achille trascina il corpo di Ettore con il carro attorno alla tomba di Patroclo per dodici giorni, compiendo uno scempio che viola le tradizioni greche.

La supplica di Priamo: Zeus ordina ad Achille, tramite la madre Teti, di restituire la salma. Priamo, guidato dal dio Ermes, si introduce di notte nell'accampamento nemico e arriva alla tenda di Achille. In un gesto di suprema umiltà, il re anziano si inginocchia, bacia le mani del nemico che ha ucciso i suoi figli e lo supplica di ridargli Ettore, ricordandogli il proprio padre, Peleo.

La commozione di Achille: Priamo dice ad Achille: "Ricordati di tuo padre, o Achille simile agli dei, che è della mia età sulla soglia della vecchiaia". Queste parole spezzano l'ira di Achille. L'eroe greco, vedendo il padre del suo nemico piangere, ricorda a sua volta il padre lontano e il proprio destino di morte, commuovendosi.

L'umanità ritrovata: Achille solleva Priamo, accetta il riscatto e restituisce il corpo di Ettore, garantendo una tregua di dodici giorni per i funerali. I due cenano insieme, condividendo il dolore comune che accomuna tutti gli uomini, al di là delle fazioni.

Significato: L'incontro trasforma Achille da una macchina da guerra spinta dall'ira a un uomo capace di pietà (eleos), riconoscendo in Priamo un padre. 


Questo episodio segna la fine dell'ira di Achille 

l’assenso di Achille alla richiesta di Priamo scalfisce quel rigido codice guerresco che non accorda pietà al vinto.


Una rivoluzione 

Il perdono è una Rivoluzione 

Oggigiorno, l’incontro libero, consensuale, attivo e volontario tra la vittima e l’autore del reato è alla base dei programmi di giustizia riparativa. 

Tra i due si svolge un dialogo, sia diretto, ma anche indiretto: per esempio, la vittima che non sia pronta a confrontarsi con chi l’ha offesa, può incontrare una persona condannata per lo stesso reato. I due sono aiutati da un soggetto terzo qualificato, ossia un mediatore in programmi di giustizia riparativa; una figura esperta, scelta tra quelle iscritte in un apposito elenco tenuto dal Ministero.


(Nell' immagine: Achille riconsegna al padre, Priamo il corpo di Ettore)

lunedì 16 febbraio 2026

LA CURA - AUTENTICA RISPOSTA ALLA SOFFERENZA

Quando ci troviamo davanti ad un malato dovremmo sempre considerare la complessità dei suoi bisogni. Questi non si esauriscono nel dedicarsi all'aspetto fisiologico del malessere.

Ci sono altre dimensioni oltre al corpo che devono necessariamente trovare attenzione da parte degli operatori e da coloro che prendono in carico il malato.

Si parla della sfera psichica e di quella spirituale. 

Una visione della persona nella sua integrale struttura, può agevolare il naturale processo di guarigione.

Ma soprattutto- parlo dei casi di diagnosi che non danno certezze circa la durata della vita, e quindi capaci di alimentare insicurezza e lasciarsi andare al desiderio di "abbandonarla"-  stimolare il malato ad allontanare i suoi stati psicologici negativi.

La legge in questo senso non aiuta

Sul tema del fine vita fin troppo veloci sono stati i tempi di approvazione in Toscana di quella sul suicidio medicalmente assistito.

Da uno studio recente risulta che il 70% di persone nei "tempi ultimi" dichiarano di non essere stati presi in cura e che i loro bisogni spirituali non sono stati considerati.

PRENDERE IN CURA  e non in carico.

PERSONE e non pazienti.

Si dovrebbe fare questo passo ulteriore,  quello linguistico, oltre a quello legislativo (nazionale). Anzi forse questo è il primo passo per affrontare il tema. 

Allora potremo davvero parlare apertamente di morte e non di "fine vita" considerandola anch'essa facente parte naturale della vita.

Anche le istituzioni preposte alle cure sanitarie dovrebbero essere consapevoli che una strategia della loro gestione non potrà prescindere da questi aspetti di integralità e di centralità dell'uomo.

Tra i responsabili operativi del Servizio Sanitario, qualcuno ha dichiarato in una recente intervista 

Più che Azienda ci consideriamo comunità di persone.

Bene mi sembra un buon proposito.

Perché queste dichiarazioni non rimangono semplici slogan, parleremo anche di questo durante l'incontro a più voci dal titolo: LE DIMENSIONI DELLA CURA- Dialogo tra corpo, mente e anima, dentro e fuori l'assistenza sanitaria

Sabato 7 Aprile dalle ore 16.30

Presso l'Auditorium del U.O. Misericordia di Grosseto

Insieme a

Marco Torre - Direttore ASL Sud Est

Paola Pasqualini - Presidente #ordinedeimedicieodontoiatri.

Nicola Draoli - Vice Presidente #OPI

Padre Valerio Mauro - Francescano

Giuseppe Tomai - Psicoterapeuta e formatore.

Introduce: Dr. Bruno Mazzocchi


Antropo-logica-mente 

Emozion-Arti

MINISTERO DELLA PACE

Il 21 marzo scorso, presso la sede dell’ANCE (L’Associazione delle Imprese Edili e Complementari della Provincia di Grosseto), si è svolto u...